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Medieval Italy: la DMC che offre borghi e quartieri medievali al turista esperienziale

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VITERBO - Valorizzare e promuovere i luoghi medievali: è questa la missione di Medieval Italy, Destination Management Company che raccoglie decine di Comuni in tutta la penisola, di cui al momento ben sei della Tuscia, con Viterbo capofila.

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Una rete che punta a mettere in evidenza 500 luoghi italiani a forte identità storica, dal borgo alla città d'arte, anche attraverso il TDH del ministero del turismo ed Enit, agenzia nazionale del turismo. Al centro del progetto offrire esperienze ed espressioni di autentico Medioevo.

Tra i servizi offerti è presente la digitalizzazione, grazie al Tourism Digital Hub (TDH) del ministero per accrescere la competitività del sistema creando un ecosistema digitale della cultura e del turismo. Attraverso questa partneship Medieval Italy è in grado di fornire contenuti da inserire sul portale Italia.it

Il mezzo più efficace è il calendario nazionale degli eventi, dei giochi storici e rievocativi dei Comuni aderenti, volto a sviluppare, correlare, fidelizzare, internazionalizzare la partecipazione della community di appassionati.

Argomenti che sono stati al centro della conferenza stampa presso Enit e della successiva giornata dedicata alla sesta edizione del Festival dei luoghi medievali, recentemente svoltasi a Palazzo dei Priori, presso la Sala Regia, dove è stato celebrato l'ingresso di nuovi Comuni, tra cui Perugia.

Il percorso è stato avviato anni fa, come sottolineato dal consigliere regionale Sabatini: "Diamo atto all'ex assessore De Carolis per aver gettato le basi che hanno permesso tutto questo e ringrazio i sindaci e le realtà presenti, soprattutto Sandro Pappalardo per il grande lavoro che sta compiendo per promuovere questi luoghi e Antonio Tempesta per l'impegno profuso per evidenziare le nostre iniziative. In regione stiamo lavorando sulla legge regionale seguita al riconoscimento nazionale. Saper promuovere il territorio vuol dire aggiungere ai luoghi anche i nostri personaggi illustri, come Vicino Orsini lo scorso anno o Giulia Farnese quest'anno".

Un lavoro che oggi è riconosciuto da Enit, con le parole del consigliere Sandro Pappalardo: "Vivo a Viterbo da 25 anni, non volevo venire ma scoprii un gioiello straordinario, molto nascosto, per questo va fatto molto ancora e mi rende orgoglioso promuoverlo con il mio lavoro. Il turismo va benissimo, abbiamo recuperato il gap del fermo, superato il 2019 e dalle prenotazioni possiamo già prevedere un nuovo record. Siamo appena tornati dall'Argentina e confermo che il turista non guarda più solo il costo di una vacanza ma il contenuto, prestando attenzione a calibrare il viaggio in base alle attività che può seguire; è quindi necessario inserire i contenuti. Il secondo fattore sono i tesori dei borghi e delle aree interne, specifica tutta italiana, che è piena di queste eccellenze. E ancora il turismo delle radici, parliamo di milioni di 'clienti' che vogliono vedere i luoghi dai quali sono partiti gli avi, per conoscere la propria famiglia. Medieval italy è un contenitore bellissimo e il loro progetto chiede ad Enit promozione e noi ci saremo".

Una rete che chiede solo divulgazione del progetto, come spiegato dal destination manager Renato Chiti: "Abbiamo 45 eventi storici rievocativi e la mission è trovare identità nei nostri eventi e trasmetterla per catalizzare un turista esperienziale, facendogli vivere la storia come se fosse lui il protagonista". 

Porta ad esempio Volterra, dove il turista viene vestito in costume e poi inserito nell'ambiente storico attraverso l'intelligenza artificiale.

"Questo deve diventare prodotto turistico - conclude Chiti - creando paradigmi di una nuova forma di comunicazione supportata dalla tecnologia. Così si creerà un prodotto internazionale, dobbiamo andare oltre la divisione tra guelfi e ghibellini e trasformare questa grande mappatura di feste in un prodotto unico nazionale".

Un progetto pienamente sposato da Antonio Tempesta (Associazione Rievocazioni Storiche Lazio): "L'Italia è piena di storia e i nostri paesi sono la dimostrazione, partendo dal quartiere San Pellegrino fino ai nostri borghi".

Medieval Italy ha poi accolto i rappresentanti dei Comuni appena entrati: Perugia, Pandino (lombardo, il territorio più a nord), Eboli (campano, quello più a sud), Todi e Scurcola Marsicana, che si sono poi uniti al folto gruppo dei rappresentanti già da tempo inseriti nella rete, alcuni anche come fondatori.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi