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Avviata la "macchina" del 3 settembre: quella umana delle prove e quella monumentale "Dies Natalis"

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VITERBO - La complessa "macchina" che porta verso il 3 settembre è avviata, sia quella umana che quella monumentale. Si sono chiuse con il consueto bagno di viterbesità le prove di portata e, nel frattempo, cresce sempre di più Dies Natalis, la nuova Macchina di Santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi e realizzata dal team Fiorillo.

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Due gambe che devono viaggare insieme e che si ritroveranno la mattina del 7 luglio per la prima prova del traliccio, che sarà abbastanza realistico ma non certo una Macchina completata, per lasciare l'effetto sorpresa nella festa di Santa Rosa. Sotto, a provare il trasporto, la formazione dei Facchini 2023, che ha portato all'ennesimo trionfo Gloria, prima che venisse archiviata per sempre nei ricordi di turisti e viterbesi.

E mentre la vecchia formazione si prepara sottoponendosi alla prova, sono tanti i ragazzi che provano a passare da "aspirante" a Facchino. "Una quarantina solo nel primo giorno a loro dedicato - spiega il capofacchino Sandro Rossi - e tutti buoni elementi. Non sappiamo ancora se serviranno, anche perché sono tornati alcuni Facchini che lo scorso anno non fecero la prova. Appena avremo le idee chiare lo diremo, ma mi sento di dire a tutti che, se non ci sarà spazio quest'anno, dovranno tornare perché arriverà il loro momento".

Tre giornate speciali per i cavalieri di Rosa, che si ritrovano e si sottopongono ai tre giri in chiesa, sentendo fortemente il senso di quel gesto. Curioso come viene affrontato: per tutti i Facchini un solo obbligo: quello di indossare le scarpe del Trasporto. Ma uno sguardo attento permette di notare alcune differenze, c'è chi le lascia come il giorno in cui le ha tolte il 3 settembre, chi invece le lucida come se dovessero brillare ma anche tanto altro. Il momento delle prova è pieno di riti: alcuni non mangiano nulla a pranzo, altri mangiano la stessa cosa ogni anno, alcuni fanno una visita a Santa Rosa, altri non fanno mancare quella al cimitero, a salutare affetti cari e magari Facchini che non ci sono più. Tra i riti più curiosi quello del certificato dimenticato: lo compie un Facchino che da aspirante arrivò senza e dovette correre a casa per prenderlo; entrò nel Sodalizio e ogni anno ripete quel gesto, arriva, dice che non ha il certificato e corre a prenderlo, come avvenne la prima volta.

Nella chiesa Santa Maria della Pace sono sfilate in tre giorni tutte le autorità possibili, compreso l'ex prefetto Giovanni Bruno, che è parte integrante del Sodalizio.

Il prossimo passo, oltre alla sessione di recupero per i Facchini che non sono potuti andare, sarà l'impatto con il traliccio di Dies Natalis, che sarà montato in piazza del Plebiscito nel pomeriggio del 6 luglio per affrontare la prova del 7, appuntamento alle 6 del mattino, per accompagnare la nuova Macchina lungo via Roma, sosta in piazza delle Erbe, corso, sosta in piazza del Suffragio e prova inserimento spallette aggiuntive a Sant'Egidio, per arrivare poi in piazza Verdi, dove un panino con la porchetta concluderà la prova (sotto le foto del cantiere Fiorillo, dove si sta lavorando alacremente su Dies Natalis, con la visita dei tecnici, accolti dall'ideatore Raffaele Ascenzi).

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi