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Federitaly: il segretario nazionale Lamberto Scorzino racconta successi e progetti

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VITERBO - Il Segretario Nazionale di Federitaly (Federazione Italiana per la Tutela e la Promozione del Made in Italy) è un professionista viterbese, Lamberto Scorzino, e da tempo sta operando a livello nazionale ed internazionale seguendo gli obiettivi della federazione. Lo abbiamo incontrato per conoscere le attività e i progetti futuri che presentiamo in questa intervista.

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Siete reduci da Roma Export che si è svolta a Roma il 6 giugno, che cos’è e com’è andata l'iniziativa?

"E’ stato un grande successo la seconda edizione di Roma Export, un successo incredibile andato sold Out in brevissimo tempo, tanto che il prossimo anno dovremmo cambiare location e trovarne una più grande. Roma Export è un Business Matching internazionale dedicato all’Export del Made in Italy, hanno partecipato più di 300 operatori, aziende, imprenditori e delegazioni estere provenienti da oltre 20 paesi. Roma Export è già diventato un appuntamento di rilievo internazionale per tutte le nostre aziende italiane, e in particolare per quelle del centro sud Italia, che puntano alla promozione delle proprie eccellenze all’estero, rafforzando le opportunità di business nei Paesi esteri e affermando la qualità e il valore dei prodotti e servizi italiani, una straordinaria occasione di promozione delle nostre imprese, in particolare micro e piccole, che vogliono affacciarsi sul panorama internazionale.
Durante Roma Export abbiamo siglato un accordo di collaborazione con la Camera di commercio di Misurata, in Libia, dove vedrà la nascita del 1° salone del Made in Italy; questo rappresenta un traguardo molto importante in particolare per due motivi: rafforza la presenza delle imprese italiane in tutta l’area del nord-Africa un mercato sempre più in crescita, attratto dai nostri prodotti per la qualità, la creatività, e l’innovazione; e permette di dare un contributo sostanziale al Piano Mattei del Governo Italiano, declinandolo in ottica di sviluppo delle relazioni commerciali tra l’Italia e i paesi della sponda sud del Mediterraneo".

State facendo davvero un gran lavoro per aiutare le aziende italiane, ma perché in un momento così forte di globalizzazionec’è ancora bisogno di sottolineare i prodotti italiani?

"Oggi viviamo un momento molto particolare, noi siamo fortissimi nel gestire questo esatto momento, pensiamo a cosa sta succedendo oggi, sono due caratteristiche del nostro periodo, la prima è la velocità, la velocità con cui succedono le cose non l’abbiamo mai sperimentata così alta; seconda cosa l’incertezza;: nessuno di noi sa cosa potrebbe succedere tra 10 minuti, e quello che potrebbe succedere tra 10 minuti potrebbe inficiare alla grande il mio business, come nel periodo covid o le banche estere che falliscono e di cui pochi ne parlano, tassi d’interesse alle stelle, la guerra in Ucraina, l’aumento dei prezzi al consumo, aziende e cittadini che non riescono a pagare i mutui, pensionati che non riescono ad andare avanti e potrei continuare. Quindi l’imprevedibilità, l’incertezza abbinata alla velocità, queste due cose in matematica messe insieme si chiamano caos. E' vero che noi siamo italiani e nel caos ci viviamo benissimo, ed è anche vero che siamo bravi a gestirlo, perché per noi è normale che quella cosa che deve succedere domani non succederà. Questo è un grande vantaggio, perché in un mondo che ha tanti 'che cosa' che cambiano molto velocemente, chi sta sul 'perché' ha sicuramente un grande vantaggio. Quindi, per dirla tutta, dobbiamo ricominciare a dare a tutto il giusto valore".

Quindi quale potrebbe essere la ricetta giusta?

"Da tempo ormai  non diamo più attenzione ai veri valori, che sono nostri, e questo in quasi tutte le vicissitudini della vita, i funerali sono più importanti dei defunti, il matrimonio è più importante dell’amore, l’aspetto è più importante dell’anima, guardiamo l’esterno di una bella scatola e non ci preoccupiamo di cosa potrebbe esserci dentro, una volta l’uomo si sforzava di essere onesto, un aggettivo che lo gratificava, anche perché si trattava di una definizione socialmente apprezzata. Oggi invece si è imposto l’uomo  furbo, abile e sulla via dell’arricchirsi, l’unico simbolo che conta oggi anche socialmente è il denaro. Oggi tutti parlano di diritti, ma pochi di  doveri; i giovani, di cui tanto si parla e che molti chiamano fannulloni o bamboccioni, non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi, di onestà, di coerenza, e di altruismo purtroppo oggi non lo vedono da nessuna parte, politica compresa.
Dobbiamo partire dalle scuole, dobbiamo riuscire a tirar fuori dai nostri ragazzi le loro passioni il prima possibile, oggi li teniamo fermi, oggi si ritrovano a 26 anni laureati e non hanno un lavoro, e questo passa attraverso di noi, quindi bisognerebbe iniziare con dei percorsi scolastici, a partire dalle medie, per ridare dignità al lavoro. Esistono scuole tecniche di eccellenza che in pochi, su consiglio dei genitori non fanno, ed è un grande errore, ognuno di noi è portato per qualcosa, e quel qualcosa devi scoprirlo a scuola. Pensa che danno hanno fatto i nostri genitori quando ci dicevano: studia o vai a lavorare, uno si convinceva che studiare fosse un mestiere, invece devi studiare per lavorare, e noi tutti dobbiamo essere capaci di ridare dignità al lavoro, in particolare al lavoro che ha bisogno di relazioni umane, e dare la possibilità ai mestieri di essere nobilitati. In passato i nostri nonni, immigrati in America, facevano quasi tutti i cuochi, adesso si chiamano Chef ed è diventato un mestiere super nobile, ci fanno trasmissioni televisive, quindi dobbiamo riportare la persona ad essere al centro dell’innovazione, e tutto questo riguarda il nostro made in Italy, i nostri territori, la nostra storia.

Sarebbe davvero bello creare qualcosa partendo dalle scuole per i nostri ragazzi, avete in mente già qualcosa o ci state ragionando?

"Nell’ultimo periodo abbiamo firmato un accordo di collaborazione con Virgilio2080, un associazione che fa parte del Rotary International Distretto 2080, di cui anche io faccio parte, e Virgilio va nelle scuole superiori prevalentemente ad indirizzo tecnico, (ma non solo) e mette a disposizione dei ragazzi dei Tutors specializzati in diverse discipline, che si impegnano in maniera totalmente gratuita a fornire a giovani che vogliono intraprendere un attività imprenditoriale assistenza gratuita nelle loro prime fasi di vita ed avviamento dei loro progetti, al fine di valorizzare e favorire l’imprenditorialità e l’autoimpiego giovanile, ma anche aiutarli a capire le loro attitudini. In questi percorsi partecipa anche Federitaly per far capire ai ragazzi l’importanza del nostro made in italy, l’importanza di tutelare i nostri territori, la nostra storia, oggi esistono tantissime opportunità di business, ma alla base deve esserci sempre la passione e l’amore per quello che si sceglie di fare, sicuramente è un percorso lungo, ma è dai giovani che dobbiamo partire".

Questo è un progetto tangibile, se ho ben compreso...

"Sicuramente si, ed è molto grande, per questo non posso parlarne ora. Lo faremo appena possibile.

Avete iniziato poco più di 3 anni fa con Federitaly, di cui è co-fondatore, vi aspettavate questo successo e come vi siete strutturati?

"Sinceramente si, mi sono innamorato subito del progetto, e quando ci lavori con passione, amore e dedizione, non può che avere successo. Da co-fondatore, insieme al presidente Carlo Verdone, all’inizio non è stato facile trovare le persone giuste che credevano al progetto, molte persone sono entrate in Federitaly pensando 'non so come andrà, ma meglio esserci' e questo ha rallentato molto l’espansione, perché assegni ruoli che poi in pratica non svolge nessuno. Con il tempo c’è stata una naturale selezione, anche perché chi non crede nel progetto e non collabora attivamente per la buona riuscita non può restare in Federitaly.
Oggi abbiamo un team di persone veramente straordinario, motivati e che credono nel progetto, e tutti insieme abbiamo portato Federitaly a crescere e farci conoscere. Il vero decollo lo abbiamo avuto circa tre mesi fa, quando in molti hanno iniziato a capire che continuavamo a crescere e ad essere presenti in tutto il territorio nazionale e non solo; siamo accreditati alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo a Bruxelles, abbiamo costantemente interlocuzioni parlamentari, abbiamo più di 25 delegazioni estere in tutto il mondo che parlano perfettamente la lingua italiana, presidenti regionali che svolgono un lavoro egregio, delegati territoriali. Inoltre abbiamo dato vita al Centro Studi e Ricerca Federitaly, presieduto dal professor Fabio Pistella, ex direttore generale dell’Enea, fisico italiano con una travolgente di fare che ci coinvolge tutti, insieme a tutta la squadra composta da professionisti di rilievo sia nazionale che internazionale".

Probabilmente in pochi avrebbero scommesso sul vostro successo, cosa che invece è piacevolmente avvenuto, avete anche un comitato donna all’interno di Federitaly?

"Certo, ed è presieduto da Romina Nicoletti, insieme ad altre donne della federazione. Vogliamo accrescere la figura della donna all’interno dell’impresa, vogliamo garantire un ambiente di lavoro inclusivo e promuovere l’avanzamento professionale delle donne e valorizzare e far emergere talenti al femminile.
Siamo convinti che il comitato donna Federitaly sarà una risorsa preziosa per tutte le professionalità 'rosa' coinvolte nella nostra federazione e contribuirà significativamente a promuovere un ambiente di lavoro equo e inclusivo".

Tra i primi successi avete segnato la certificazione 100% made in Italy, come sta andando e quanto è importante nell'internazionalizzazione?

"La certificazione sta andando molto bene, purtroppo abbiamo dovuto dire di no a molti, perché non rispettavano il nostro disciplinare che ha regole molto restrittive, ma non possiamo fare diversamente se vogliamo mantenere uno standard qualitativo alto. D’altronde è necessario tutelare chi ha davvero l’eccellenza, e questo è alla base di Federitaly.
Sull'internazionalizzazione tutto dipende da come si affronta il problema e da quello che vuole la micro e piccola impresa. Ad esempio abbiamo certificato un’azienda vinicola, che subito dopo ha ricevuto una richiesta importante dall’estero per migliaia di euro, lo stesso un'altra piccola azienda di confettura; poi abbiamo la grande azienda che sta lavorando con Dubai tramite la nostra delegata estera, insomma ci sono tante piccole sfaccettature nell’internazionalizzare un’ impresa, noi abbiamo un team di professionisti, che sono export manager, e sono in grado di valutare l’esigenza dell’azienda, in base alle loro necessità. Si può fare internazionalizzazione in tanti modi, il 6 giugno a Roma Export per esempio c’è stato un bel business che porterà sicuramente nuovi ordini a tante aziende".

Come vi approcciate con le istituzioni? Avete appena firmato un accordo con la Repubblica di San Marino, di cosa si tratta? E cosa pensate del Governo italiano?

"Con San Marino è nato un accordo per la tutela e la promozione delle eccellenze sammarinesi, abbiamo siglato un accordo con la Segreteria di Stato per l’industria, l’artigianato e il commercio della Repubblica di San Marino: Federitaly metterà a disposizione l’esperienza e la tecnologia per supportarli nella creazione di un sistema di certificazione solido e trasparente per valorizzare le loro eccellenze.
Sul Governo Meloni posso dire che prova e sta provando a fare qualcosa per il nostro Made in Italy, ma al momento non riesce a fare molto. Capisco che a livello governativo non è semplice, ma essere al governo è una scelta e quando ci si siede su quella poltrona bisogna trovare il modo di fare qualcosa. E' proprio qui che Federitaly fa la differenza, perché noi riusciamo a mettere in pratica progetti tangibili non solo per tutelare le vere eccellenze italiane, ma anche per promuovere le nostre aziende sul panorama internazionale, perché non dobbiamo dimenticare che è proprio nelle micro e piccole imprese che c’è la vera eccellenza italiana".

Un'attività con cui coprite ogni ambito e ogni settore, partendo non solo dalle aziende ma dai nostri territori e dalla nostra storia, le hanno proposto di entrare in politica e, se si, possiamo sapere da parte di chi?

"La risposta è si, ho ricevuto ultimamente qualche telefonata, ma per ora ho declinato l’offerta, e ovviamente non dico da parte di chi".

Risposta scontata. Pensiamo al domani, prossimi progetti, tappe, missioni, cosa avete in programma? E farete qualcosa anche a Viterbo, come giusto rispetto della sua città?

"A breve partiremo con un nuovo progetto legato alla certificazione, per ora non posso dire di più ma partirà a breve, stiamo finendo la programmazione fino a dicembre con missioni all’estero e tappe in giro per l’Italia. Probabilmente riusciremo a fare tappa anche a Viterbo, vediamo in quale periodo, sicuramente vi aggiorneremo".

Teresa Pierini