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Raduno e Giro delle sette chiese: i Facchini pronti a "prendere" Dies Natalis

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VITERBO - Al Teatro dell'Unione il consueto raduno dei Facchini di Santa Rosa che accolgono le autorità, si scambiano doni e si caricano in attesa di arrivare alla mossa di San Sisto, dove li aspetta Dies Natalis, la Macchina che illustra l'ascesa in cielo della patrona. 

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Poche le soprese, tanta l'emozione e gli abbracci. Tra le novità due spostamenti in formazione: per problemi degli ultimi minuti un Facchino non sarà presente e il capofacchino Aspromonte annuncia che a sostituirlo sarà Giovanni Bevilacqua, per la prima volta ciuffo, mentre Francesco Aspromonte conquista la spalletta lasciata libera da Giovanni. Seconda sorpresa per Lorenzo Celestini, che ha saputo direttamente dal sindaco Frontini che la sala conferenza degli Almadiani sarà intitolata all'indimentico Nello, il padre, già capofacchino ed ideatore del Sodalizio. 

Tanti i politici ospiti, e tanti altri saranno presenti stasera, e amici di sempre, come Sandro Pappalardo, già presente come consiglieri Enit, oggi presidente di Ita, sul palco per ringraziare Facchini e le loro famiglie. 

Immancabile Gramas, la rete delle Macchine a Spalla, con Patrizia Nardi che ha ricordato: "Questo è uno dei Patrrimoni Unesco più importanti, voi portate la Macchina qui, noi nel mondo, anche con la mostra Macchina di pace che arriverà in Messico", seguita da Morales, pronto ad essere testimone di pace, e De Risi, che ha raccolto l'invito del vescovo, mettere il noi davanti all'io. 

Tra i premi il riconoscimento per il 30° Trasporto insieme alla Filarmonica Vejano, che da decenni accompagna con la colonna sonora "La sera del 3", Mirko e Vincenzo Fiorillo, ormai soci ufficiali del Sodalizio, e gli onorari Alessandro Lucarini, Fancesco Pasquali e Massimo Ragonesi, per la valorizzazione del Trasporto. 

L'ideatore Raffaele Ascenzi ha ricordato che la tradizione viterbese, di fatto, porta la storia, e ieri la storia ha attraversato la città con il corpo di Rosa mentre stasera sarà trasportata la sua storia, raffigurata in Dies natalis. 

Ultimi premi per i viterbesi che tornano da turisti, facendo il viaggio più lungo, Graziano Aversa, dalla Spagna, che ha avuto la Rosa d'Oro, e Franco Tavani, dalla Sardegna, Rosa d'Argento ben 60 di traversate per vedere la Macchina; infine un abbraccio per l'indimenticato Baffino, il Facchino Roberto, ricordato attraverso la moglie che ha ricevuto un riconoscimento professionale da Claudia Testa, Unai - Unione Nazionale Amministratori di Immobili. 

E' il momento di partire, i facchini speciali sono pronti, specie le due madrine Viviana Cozzani e Martina Casagrande, tutti in piedi a rispondere al primo coro della giornata Evviva Santa Rosa e via, si sistemano fasce rosse e bandane bianche e si parte, conquistando la città, cosa che oggi accadrà molte volte. Si parte dal Teatro dell'Unione e si va verso il monumento ai Facchini, poi Sant'Angelo in Spatha, Palazzo Papale e tanti altri luoghi di culto cittadini, concludendo a Santa Rosa, prima di raggiungere il boschetto ai Cappuccini. 

In piazza San Lorenzo una presenza speciale, Virgilio Papini, nipote ed omonimo di uno degli ultimi costruttori degli storici baldacchini, prima che la Macchina si innalzasse per decine di metri con il Volo d'Angeli. Virgilio è in piazza con il consigliere Poggi e ricorda che in casa si parla ancora di Santa Rosa. A costruire le Macchina non solo il nonno ma due generazioni ancora indietro, suo padre e suo nonno. Una tradizione che ha raccontato in un libro. 

Tutto è pronto, come detto da don Mario la città è tutta d'un sentimento con i Facchini, che alzano la Macchina per tutti con un grande atto di devozionie. 

Ora andremo sul percorso, la pagina social latuaetruria trasmetteranno la diretta, poi saremo noi a raccontarvi cosa abbiamo visto.

Insieme, tutti d'un sentimento.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi