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Dies Natalis illumina la notte più lunga e vince contro tutto

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VITERBO - La notte dopo il Trasporto è da sempre servita per raccontare quanto di bello è appena avvenuto in città. Quest'anno, se ne sono accorti tutti, è diverso, si parte da quanto di più brutto sarebbe potuto avvenire, un rischio attentato.

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Non è chiaro ancora cosa sarebbe potuto succedere, ma la certezza è l'arresto di due o tre possibili terroristi, pare turchi, alloggiati in una struttura su via Santa Rosa, vicinissimi al sagrato dove arriva la Macchina. 

Tutto è avvenuto nel tardo pomeriggio, l'arresto dei sospettati, colti con armi e proiettili, e la messa in allarme delle forze dell'ordine. C'è stato un momento in cui tutto poteva fermarsi ma dopo riunioni e qualche rassicurazione si è deciso di far procedere con le luci accese, anche perché poteva essere più rischioso far defluire la gente senza Trasporto. 

Le luci accese non sono state capite, la gente ha protestato ma è bastato il primo Sollevati e fermi e si è capito che Dies Natalis poteva esser bella anche senza l'immersione totale nel buio. 

E visto che la serata non era completa ci sono stati anche alcuni "buontemponi", e non aggiungiamo altro, che si sono messi a tirare cubetti di ghiaccio a metà di via Cavour sulla gente. La Macchina era ancora in piazza Fontana Grande e appena individuati sono stati raggiunti dalle forze dell'ordine. Pochi attimi e si è potuto procedere, ancora in discesa verso piazza del Plebiscito. 

Da piazza delle Erbe è arrivato anche il buio, spenta l'illuminazione pubblica almeno nella parte interessata a quel tratto di Trasporto: finalmente tutto era toranto alla normalità.

E veniamo a Dies Natalis. Al suo secondo viaggio per le vie cittadine è diventato totale il feeling con i Facchini. Ascenzi e Fiorillo hanno pianificato quelle correzioni che vengono da chi la Macchina la trasporta, e che sono normali il primo anno E il risultato si è visto, tutti contenti, nonostante sia sempre da portare a spalla; dal prossimo anno ci si potrà concentrare sulle piccole variazioni estetiche, che quest'anno hanno interessato solo una diversa luce tra l'interno, più argentata, e l'esterno, più calda e color oro.

Ad ammirare il Trasporto mezza giunta regionale, il ministro Tajani con il sentaore Gasparri e i deputati Battistoni e Barelli, ospiti della Provincia, pronti a salutare i Facchini nella sosta di piazza del Plebiscito. 

Superato il tratto più difficile, quello di Corso Italia dove grondaie e tettoie stringono il percorso e finiscono per essere accarezzate dall'imponente campanile che cammina, l'applauso del numeroso pubblico all'arrivo di piazza Verdi diventa "benzina", come voleva il capofacchino Luigi Aspromonte. Un altro "Semo tutti d'un sentimento", le corde, le spallette supplementari: c'è da spingere la Macchina lungo la salita di via Santa Rosa per riportarla a casa, davanti al Santuario dove Rosina riposa da secoli.

L'ultima spinta e, nonostante tutto, anche questo Trasporto è archiviato alla voce trionfo. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi