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La grotta di San Bonaventura, un luogo speciale ammirando Civita dal belvedere

In Provincia
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BAGNOREGIO - Civita è sempre più il diamante turistico dell'intera Tuscia, con migliaia di turisti nei giorni festivi e un flusso invidiabile nei restanti. Bagnoregio rimane anche la cittadina che ha dato i natali a San Bonaventura, dottore della chiesa, ammirato dal papa Emerito Benedetto XVI e tra i più importanti biografi di san Francesco d'Assisi.

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Dal Belvedere, dove nessuno resiste al selfie prima di avventurarsi alla passeggiata per arrivare nel grazioso borgo, è visibile un cancello e una lapide che racconta "Grotta di San Bonaventura".

Ogni sabato è aperta, custodita da due suore della comunità Serve del Signore e della Vergine di Matarà, che accolgono turisti e devoti. Pochi gradini, logorati da centinaia di anni di passaggi, e si arriva nella classica grotta francescana, scavata nella roccia, dove san Bonaventura pregava, in raccoglimento, dominando i Calanchi.

Le due sorelle raccontano in breve la sua vita, in italiano, spagnolo o inglese, e, per chi vuole, invitano alla preghiera. Al mattino vengono recitati Angelus e Rosario, nel pomeriggio, di ogni sabato, di nuovo il rosario. Un momento davvero unico che si somma alla magia di Civita e che dona alla visita prefestiva un ulteriore motivo di crescita interiore, oltre alla bellezza per quello che si può ammirare. Un ulteriore gioiello di uno scrigno già bellissimo.

Le Serve del Signore e della Vergine di Matarà sono a Bagnoregio dal febbraio 2017, dove il convento di san Francesco è diventato Casa di Formazione con, attualmente, 120 sorelle.

Per avvicinarsi alla cittadinanza e vivere la comunità, ogni mese ospitano la cena delle famiglie, con preghera del rosario e poi a tavola condividendo il loro pasto. Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 16 marzo, alle 19.30 in piazza san Francesco. 

Teresa Pierini