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"Sutri è la città di cui abbiamo sentito parlare da Sgarbi": il comune si autocelebra ma ammette il ritardo nelle gare

In Provincia
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SUTRI - Riceviamo e pubblichiamo la risposta giunta dal Comune di Sutri, relativa alla polemica scoppiata ieri con la pubblicazione dei post, riportato in queste pagine, da parte del gruppo Rinascimento Sutri "antiribaltone". Il problema messo in evidenza era la chiusura dei siti culturali e archeologici e, soprattutto, l'inesistente comunicazione agli operatori del settore e ai turisti.

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"In merito alle solite polemiche, ora volte alla conduzione del patrimonio cittadino, ricordiamo che il Comune di Sutri non può occuparsi direttamente della gestione di ciò che non lo riguarda. Il mitreo e la Chiesa di San Francesco, ad esempio, sono beni dello Stato, e non hanno, quindi, un rapporto diretto con l'Amministrazione.

L'unico modo con cui l'Amministrazione comunale può gestire i siti del proprio patrimonio è quello di una convenzione. Al momento sono due le gare d'appalto in corso.

Ad oggi l'attuale Amministrazione ha pubblicato la manifestazione d'interesse per sponsorizzazione tecnica del servizio di biglietteria che interessa sia l'area archeologica che Palazzo Doebbing. Due le società che hanno partecipato; a brevissimo sarà pubblicato il bando per l'assegnazione.

Per quanto riguarda il disservizio riscontrato in questi giorni (che rappresenta un vero dispiacere considerato l'alto afflusso di visitatori in città), la convenzione con la Sovrintendenza, in essere dal 2017, non consente al Comune di tenere aperti i siti in assenza del suo personale. I due impiegati attualmente previsti sono regolarmente impossibilitati a recarsi al lavoro, non permettendo, quindi, la regolare apertura dei siti.

Per quanto concerne, invece, Palazzo Doebbing, va specificato che il periodo che intercorre tra gennaio e marzo rappresenta il normale momento di chiusura delle mostre, tempo necessario al passaggio tra un'esposizione e l'altra. La chiusura del 12 gennaio 2020, inoltre, è nota da quasi un anno, essendo riportata in ogni singolo atto comunicativo, parte di un'adeguata comunicazione istituzionale, inerente la mostra precedente (Dialoghi a Sutri. Da Tiziano a Bacon), dagli articoli sui quotidiani locali, a quelli nazionali, dai cataloghi ai servizi televisivi, fino al sito internet ufficiale, non gestito anch'esso, comunque, dall'Amministrazione comunale.

In ultimo, una precisazione sulla chiesa di San Francesco. L'edificio attualmente risulta ancora chiuso poiché la Curia ha vietato l'accesso fintanto che lo stesso non sarà definitivamente liberato dall'organizzazione di Caffeina e, soprattutto, non saranno accertate le responsabilità di quanto accaduto, e che, come abbiamo già scritto, non rappresenta una responsabilità diretta del Comune di Sutri. Per la chiesa di San Francesco bisogna ricordare, inoltre, che l'Amministrazione a guida Cianti, precedente a quella Sgarbi, non firmò mai la convenzione posta dal FEC per la gestione della chiesa. Ad oggi la chiesa risulta di unica competenza del Fec, poiché la diocesi si rifiutò di prenderla in gestione.

Sulle solite, aggressive e infondate polemiche il sindaco Sgarbi commenta: 'Il distruttore di asili, che fu evidentemente sindaco a sua insaputa, ignorando i beni del Comune, non può chiedere a me di rispondere del mitreo che appartiene allo Stato. Come se chiedessero al sindaco di Firenze di rispondere degli Uffizi'.

Tutto ciò detto e premesso, pare assurdo e infantile sentire parlare ogni volta di dimissioni, licenziamenti, drammi, disastri nucleari, carestie, esplosioni, per mano dell'Amministrazione comunale, specie da chi vorrebbe Sutri relegata a una continua dimensione provinciale, dignitosa, ma tale, potendo permettersi di esercitare indisturbato e a proprio piacimento tutto il potere del proprio piccolo esercito.

Sentir dire che 'non si può promuovere così il turismo', inoltre, è ridicolo. Poiché tutte le principali attività poste in essere dall'Amministazione, non solo nella gestione ordinaria, sono volte all'accrescimento del nome, delle possibilità e dell'immagine della città, dalla presenza sui quotidiani nazionali e sulle principali emittenti televisive italiane, pressoché continua, alla creazione del museo di Palazzo Doebbing, passando per le decine di personalità giunte in città con l'inaugurazione delle vie dedicate alle eccellenze, sino alle centinaia di visitatori giunti nel tempo da ogni dove perché 'Sutri è la città di cui abbiamo sentito parlare da Sgarbi', e così via. Tutte questioni impensabili prima dell'arrivo di questa Amministrazione.

L'attenzione verso i turisti è massima perché fondamento della visione di questo governo cittadino. È davvero triste constatare che non esiste rispetto dei luoghi e dei modi della democrazia. I detrattori dell'Amministrazione, la cui nevrosi è incontenibile, non chiedono, non domandano, non si confrontano, ma attaccano solamente su un social network, dimostrando a tutti, non solo ai sutrini, quale volontà di sabotaggio e polemica continua sia in essere.
Per rendere grande una città ci vuole tempo e perfezionamento".

Questo nella nota giunta da Comune, e, come canale di informazione, ci permettiamo un paio di semplici repliche. Come si nota dalle due frasi che abbiamo evidenziato in grassetto, è evidente che i beni fossero chiuso perché due atti amministrativi non sono stati fatti in tempo, oppure per scelta si è deciso di procedere dopo, compromettendo di fatto l'apertura, di certo per quanto riguarda il museo.

La seconda è relativa all'informazione: temo che per guide e turisti non sia sufficiente che la chiusura del museo sia scritta in qualche atto amministrativo. Ieri siamo stati i primi a scrivere quanto l'onorevole Sgarbi sia riuscito a mettere in evidenza Sutri. e proprio per questa evidenza è necessario che, con altrettanto clamore, precisi sui canali istituzionali pubblici che per questa o quella giornata, per questo e quell'altro motivo, non è possible visitare anfiteatro e museo in quelle giornate. Avrebbe risparmiato un viaggio a molti turisti, e ci perdoni onorevole, anche una brutta figura.

T. P.