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"La peste corrisponde all'epoca Raggi, la libertà all'epoca Sgarbi": il critico pronto alla marcia verso il Campidoglio

In Provincia
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ROMA - E' il sindaco di Sutri il primo candidato allo scranno più alto del parlamentino del Campidoglio ad ufficializzare la sua discesa in campo, ora parte il conto alla rovescia per capire cosa sarà del comune della Tuscia, se Sgarbi sceglierà il viaggio verso Roma.

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L'idea nasce da Aosta, dove il movimento creato da Sgarbi, Rinascimento, ha conquistato da solo il 25% arrivando al ballottaggio. E' forte di quel dato e non lo nasconde nella conferenza stampa appena conclusa sotto un gazebo in piazza al centro di Roma.

Tanti i messaggi lanciati, anche con supporto di cartelli, che Sgarbi scherzando chiama lapidi, che puntano dritto verso la Raggi, il governo e anche il centro destra, di cui si dichiara ufficialmente quarta forza, lanciando quello che definisce "il partito che non c'è" verso le amministrative del 2021, che coinvolgeranno cinque grandi capoluoghi di regione, Capitale compresa, e poi alle politiche del 2023, dove è già annunciata la presenza di Rinascimento.

"Roma capitale d'Europa" è il primo elemento "in lapide" e poi Roma capitale dell'Occidente, e quindi "Roma cristiana": "Questo è un concetto che ha dimenticato anche il papa - è l'esordio al fioretto di Sgarbi, che prosegue -: l'Unione europea è fatta di Stati fondatori, tra cui la Grecia, che hanno tentato di affondare. Quando diciamo 'l'Europa ci concede' siamo dei vassalli, perché noi siamo l'Europa, quindi eroghiamo a noi stessi e non dovremmo restituire a nessuno. Andrebbero valutate in coro le necessità degli Stati, senza che siano questi a chiedere, dimostrando un atteggiamento servile, quello che abbiamo ora. Non bisogna uscire dall'Europa ma riformarla, perché noi siamo il Paese più ricco, merito del risparmio privato, quindi niente elemosina".

E dopo lo sguardo verso l'esterno, arrivano le prime bordate interne, sulla città che lo ospita: "La mia proposta di candidatura è spiegata dalla tradizione, da alcuni sindaci importanti, uno tra tutti Giulio Carlo Argan, paradigma di quello che sono io, uno storico dell'arte ad amministrare una delle città più ricche di arte, ed io includo anche i musei vaticani, perché sono Roma. Questo ci porta a non essere inferiori a Parigi e il mio progetto è di far diventare Roma come la capitale francese. Chi sceglie quest'ultima lo fa per le mostre al Louvre, nessuno che viene qui lo fa per le mostre al Campidoglio. E' questo che deve avvenire e che non ha fatto un sindaco senza luce, che stranamente si chiama Raggi. Lei ha scelto come primo progetto uno stadio, che prevedeva i grattacieli che avrebbero cambiato lo skyline della città stessa, e per fortuna le tre torri, tanto amate dal malato Grillo, malato al cervello, si è deciso di non farle. Qualcuno gli dica che anche la modernità dell'Eur è ormai storia, basta con la sindaca che ha miti americani come i fast food. Con una così si parte dalle cantine. Il Rinascimento è la cosa più grande di questa città. Bramante, Pier Matteo d'Amelia, Signorelli, gente che la Raggi sicuro non consoce, lei si occupi di sport, perché non ha coscienza dell'arte. Roma è la cività italiana: per fortuna quando io governerò questa città sarà finita la pandemia, perché sarà arrivato il 'Dio vaccino' e potremo festeggiare Dante. Ricordatelo, la peste corrisponde all'epoca Raggi, la libertà all'epoca Sgarbi".

Da giorni sta già pensando addirittura alla squadra, e presenta quelli che vorrebbe lui, come un fiume in piena: "Il primo nome che posso fare è quello che ho pensato quale assessore all'economia e cultura, che io vedo insieme, è un personaggio straordinario e speciale: Geminello Alvi, grande economista e scrittore, confido e spero che voglia accettare. Altri sono già stati con la Raggi, prima di scappare, perché loro fanno politica di onestà ma poi tengono gli indagati, come il presidente del consiglio, che è tornato al suo posto, il figlio di Grillo è in casa del padre sub-iudice, e la Raggi è indagata, ricordo, perché chiese a Cantone se era lecito lo stipendio di Carla Raineri, una straordinaria magistrata, poi andata via per dignità, sull'arbitrario giudizio ricevuto. Non solo, ottimo l'assessore all'urbanistica Berdini, poi Minenna, ora all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e Colomban: quattro persone scelte dalla Raggi che hanno dimostrato dignità e impegno andandosene, ed erano persone brave che non sono state messe nelle condizioni di lavorare bene e non hanno retto l'urto con l'inetta".

Non trattiene l'ironia, come sempre e parte nella disamina dei fantasiosi nomi degli assessorati attuali: "Per provocazione io feci l'assessore al nulla, vero, ma questa mi batte, i trasporti son diventati Città in movimento, i servizi sociali ora sono Persona, scuola e comunità solidale, ma quale comunità non è solidale? Il massimo è quello alla Crescita culturale, qui solo un ignorante può farlo, Roma non deve crescere, è talmente in alto che può essere solo sfiorata da chi tenta di raggiungerla".

Sono cinque le grandi città che andranno al voto in primavera: oltre a Roma ci saranno Torino, Milano, Bologna, Napoli: "Ho scelto Roma perché ho più titoli di tutti, faccio politica da 30 anni e quindi non sono un improvvisato, ho fatto il sindaco in tre città diverse, ora di Sutri. Ho rappresentato un riferimento per chi non vuole avere paura ed essere succube di uno Stato che deve dirci quello che dobbiamo fare. Se piove prendiamo l'ombrello, se è freddo il cappotto, questi invece raccontano balle perché ci trattano da deficienti. Le persone mi ringraziano perché da me hanno sentito parole di speranza, contro le poche voci di solitari incazzati, siamo in mano a dei folli. E questo mi ha fatto scegliere Roma, l'idea che sia la città che più ha sofferto, a causa della Raggi. La città è morta e deve vivere, la primavera 2021 sarà una rinascita, come il nome del nostro partito, Rinascimento, bello, rappresentativo nell'arte. Chi mente va arrestato, non chi dice la verità, vanno arrestati Conte, Di Maio e Speranza".

Con chi pensa di allearsi e se si ritiene presuntuoso a lanciarsi già ora? La risposta è scontata: "Uscendo per primo ho detto che esiste Rinascimento, ovvio che non avrò il PD, il partito disperso, per non parlare dei cinque stelle. Il centro destra è consistente, con Fratelli d'Italia in crescita, Lega stabile e Forza Italia in affanno, se non hanno candidati certi, facciamo le primarie con un candidato ciascuno, e vediamo se la gente sceglie la persona o i partiti. Io rappresento i cittadini che la pensano come me".

Essere sindaco vuol dire anche molto altro, non solo cultura, ma anche strade, buche, erba, problemi quotidiani. Come li affronterà quelli di una città come questa? "Roma è vasta per qualunque sindaco, ci sono veri comuni al suo interno, i municipi, che sono di fatto piccole province. Un esempio è Ostia, per cui fin d'ora annuncio un referendum che dia indipendenza e sono addirittura per la costituzione di un Comune singolo. Inoltre con molta umiltà, io ho indicato persone le cui competenze sono diverse e integrative dalle mie, è chiaro che vanno cercate persone collaudate che seguano altre responsabilità, e le 4 persone sono quelle scappate dalla Raggi, ovvio che la cultura deve essere lo slancio più grande".

C'è tempo anche per affrontare l'argomento migranti: "Ricordo che io ho dato la cittadinanza onoraria a Lucano, per me va creata una città dei migranti, dei rom, dove possono avere la loro chiesa, quartieri e vita secondo le proprie abitudini. I migranti, quelli che è giusto che rimangano, non devono essere appendice morta e parassitaria delle periferie di Roma. Se Lucano garantisse di applicare il modello di Riace ad un quartiere di Roma io lo porterei come assessore qui".

Una squadra già fatta per metà, sarebbe bello sapere cosa ne pensano i partiti con cui vorrebbe allearsi. C'e tempo, per ora la frase finale di Sgarbi vale per tutto l'incontro e per tutti i candidati presenti e futuri: "Bisogna lavorare per la grandezza di Roma e non per la sua decadenza".

Teresa Pierini