Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Ciao Antonio, un seminatore di questa terra: Latina saluta il figlio celebre Pennacchi

In Provincia
Font

LATINA - La cittadina pontina ha salutato il proprio figlio illustre: Antonio Pennacchi è stato omaggiato sin dalla giornata di mercoledì con le visite alla camera ardente, allestita nel museo civico, e poi giovedì ai funerali, nel duomo.

Pin It

"Ciao Antonio" era scritto nei display della struttura museale cittadina, nata negli anni Trenta quale "Opera Balilla" come il resto di piazza San Marco e il relativo Duomo, parte integrante delle bonifica da sempre descritta dal "fasciocomunista" Pennacchi. A salutarlo proprio quella piazza, quei luoghi, quella gente, figlia di un luogo strappato alla palude.

I funerali sono stati celebrati da don Enrico Scaccia, vicario del vescovo accolto dai salesiani che curano il duomo, ex parroco a Borgo Podgora dove ha abitato lo scrittore, che ha scelto il ciclo vitale del seme per raccontarlo: "Vedo Antonio come un seminatore, un uomo che spera, vive e ama questa terra, dove spesso potrebbe non raccogliere nemmeno quanto merita ma sa che deve lavorare. Dona agli altri, sparge il seme e si allontana, senza sapere che fine farà quel suo chicco di grano, è qualcosa di sé che deve lasciare andare.

Stiamo accompagnando Antonio in questo viaggio partendo dal suo luogo, la sua terra. Gesù chiede ai discepoli se può essere drammatico staccarsi da quel seme o se conoscono il senso del gesto. Nella vita bisogna avere il coraggio di sperare in ogni momento, un seminatore non si scoraggia mai, ha la speranza di trovare prima o poi una pianta che darà senso a tutto quello che viene fatto. Questa pagina del Vangelo parla di speranza, con cui accompagnamo il nostro fratello nelle mani di Dio dicendo grazie, come una comunità che spera e che si rialza. Antonio ha condiviso con noi le cose belle della vita. Grazie per aver condiviso con noi la sensibilità e per quello che ci ha saputo offrire".

Ad ascoltarlo parenti e amici in chiesa, nella capienza massima di 200 persone, e tanti cittadini in piedi, fuori dal duomo.

Al termine i saluti civili del sindaco di Latina, Damiano Coletta, che ha decretato il lutto cittadino nella giornata dei funerali, Giovanni Francesio, in rappresentanza della casa editrice Mondadori, e Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, grande amico dello scrittore, autore per lui di arguti scritti.

Per conto della famiglia le parole della figlia Marta, che ha ringraziato i presenti per l'affetto, e infine le "sue" parole, tratte dal "Canale Mussolini", premio Strega nel 2010, lette dall'attore pontino Clemente Pernarella.

Teresa Pierini