Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Montefiascone Art Festival: serata show con Covatta e Lotito, finita a tavola vedendo Genoa Lazio

Maf: ìl tavolo con i premiati, coinvolti dagli organizzatori

In Provincia
Font

MONTEFIASCONE - Lotito show al Maf, Montefiascone Art Festival, che si è chiuso con la premiazione dei vincitori di questa prima edizione dedicata alla restituzione delle libertà.

Pin It

Una settimana intensa che ha messo a dura prova gli organizzatori,Claudio Miani e Mauro Malgrande, con tutto il team dell'Officina d’Arte OutOut, supportati dalla S.S. Lazio, coinvolti nella mostra alle ex Carceri della Rocca, dove ogni artista ha allestito la cella con il suo messaggio, e poi verso la cerimonia finale di ieri, anticipata dall'incontro di venerdì con la giornalista Francesca Scopelliti, ultima compagna di Enzo Tortora, da tempo voce del suo messaggio di giustizia.

La frizzante cerimonia di domenica, condotta da Claudio e Mauro, ha portato sul palco i personaggi che, per gli organizzatori, hanno maggiormente operato per il bene della cultura e del prossimo. Riconoscimenti: Esordiente a Francesco Chiatante, giovane regista di documentari, seguito dalla menzione BCC Roma, che ha scelto Alberto Ravaioli, direttore del Fantafestival; a Claudio Jankowski è andato il Premio al valore etico del Teatro, e al giornalista di Report Sigfrido Ranucci il premio Etica, Cultura e Informazione. Applausi calorosi per Claudio Lotito, Premio alla rivalutazione del territorio e della comunità attraverso la cultura dello sport, e Giobbe Covatta Premio alla carriera per l’impegno sociale nella cultura. Per tutti, oltre al premio OutOut, un'opera ciascuno donata dagli artisti coinvolti nella mostra. Presente l'assessore Manzi, in rappresentanza dell'amministrazione, che ha promesso sostegno anche per la prossima edizione, su cui si inizia già a lavorare.

Lo show di Lotito, dicevamo, che ha monopolizzato il pubblico presente, raccontando una volta per tutte la sua idea di sport, con cui ha squarciato il velo di una dominanza di industriali e miliardari del Nord Italia.

Claudio Lotito

"Ho sempre cercato di mettere l'uomo al centro di ogni progetto - ha esordito il presidente della Lazio - anche bello sport, provando a far passare un messaggio culturale. Davanti ai calciatori, ricchi e prestanti, era necessario far rappresentare ideali. Ho voluto un calcio moralizzatore, dove vale di più lo spirito e il sacrificio del gruppo. Bisogna coinvolgere le persone e dare messaggi di speranza, per questo porto sempre la squadra in visita negli ospedali e dove ci sono difficoltà, devono avere sempre i piedi per terra. Vi ricordo che presi in mano, mettendoci miliardi di soldi miei, una società che era quasi fallita, applicando una legge che permetteva di spalmare il debito, legge che già c'era anche se dissero che era stata fatta per me, l'ennesima falsità voluta da chi voleva strumentalizzare con malignità, influendo anche sui tifosi, con interventi politici di parti avverse. Oggi si puù dire che la Lazio è una delle 5 società mai fallite - ha proseguito Lotito - e porta ancora la sua storia datata 1900.Ormai avevo capito come funzionava e ho fermato il giro vizioso per cui un'azienda che produce reddito poi si trova in debito, ho preteso che producesse utili ed oggi siamo una società sana e con stabilità economica, anche a vantaggio di chi mi ha chiamato 'Lotirchio'. La prima volta che sono entrato negli spogliatoi dai giocatori ho chiesto di vedere 12 gladiatori, sapendo che giocano in 11 ovvio, ma il dodicesimo doveva combattere per gli ideali. Devo guidare la squadra come se fosse una famglia, e come per il Piave si dice 'Non passo lo straniero' io non metterò mai a rischio la società per vana gloria. Sono un combattente e non un reduce e questo lo hanno capito anche i tifosi, che ora sono sicuramente il 12° giocatore in campo".

Giobbe Covatta

Uno show che ha più volte coinvolto Giobbe Covatta, ormai disperato dal non avere più parole da pronunciare, perche dette da tutti gli altri, anche se il tempo per l'ironia non manca. "Premio alla carriera vedo, meglio quest'anno, non si sa mai se al prossimo ci arrivo... vero?" ha scherzato, per poi farsi serio e parlare di Africa: "Siamo distanti un braccio di mare ma culturalmente lontanissimi, per questo dico sempre che non si dovrebbe parlare di cosa non si conosce", portando un esempio storico, quello di qualche decenno fa, quando si parlava tanto della fame patita dai bambini del Biafra: "Qualcuno sa dove sta il Biafra? No, appunto, conoscere per evitare preconcetti".

Sigfrido Ranucci, giornalista Report

Paolo Manzi offre l'omaggio dell'Amministrazione

Il gruppo, dopo le foto di rito, si è spostato nel piano sottostante, l'Enoteca Provinciale, per la cena finale, accompagnando il presidente Lotito a vedere la "sua" Lazio, e di tanti altri commensali, non tanto per proprietà ma sicuramente per tifo e amore, Lazio corsara sul campo del Genoa, con soddisfazione finale e applausi per tutti.

Teresa Pierini