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L'Anfitrione di Oppini e Caprioglio porta ironia e risate al pubblico di Ferento

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VITERBO - Ammirare un classico nel luogo dove molti secoli fa probabilmente sarà andato in scena è davvero un'occasione unica, e diventa imperdibile quando l'autore è Plauto, commediografo latino in grado di giocare con sottili giochini ed inganni che portano alla risata.

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Doppi sensi, battute, scambi di persona, non manca nulla nell'Anfitrione, e la messa in scena diretta da Livio Galassi ha confermato la grandezza del testo. La bravura di Franco Oppini e Debora Caprioglio ha chiuso il cerchio, insieme ai colleghi attori Barbara Bovoli, Enzo Casertano, Tonino Tosto, e alle suggestioni di luci dal vivo di Silviombre, che ha dato immagine ai trasferimenti divini degli dei.

Davanti ad una scenografia mininale, composta solo da un telo che funge da schermo per le ombre, sono i cinque attori a proporre i sei protagonisti, con Oppini che si sdoppia interpretando perfettamente Giove e Anfitrione, generale romano di cui prende le sembianze. Debora Caprioglio interpreta la maliziosetta serva Bromia, dandole un brio davvero simpatico e trasformandola da comprimaria a protagonista. Enzo Casertano e Tonino Tosto sono i due Sosia, uno finto, di cui prende le sembianze Mercurio, giusto per assecondare papà, il re dell'Olimpo. E poi Barbara Bovoli, Alcmena, filo conduttore di tutti i personaggi che girano intorno al suo, moglie piena di virtù, ingiustamente accusata di tradire, un tradimento che formalmente è esistito, ma a sua insaputa, complice la sadica ironia di Giove, che le dona anche un figlio che nascerà, gemello, insieme a quello concepito con il vero Anfitrione.

Applausi per tutti alla fine, anche per la bravura nell'affrontare una serata che, come in ogni spettacolo teatrale, presenta piccole insidie, come un faro che si spegne e li lascia in penombra per quasi tutto il primo atto, con una frazione di buio assoluto, colta immediatamente da Oppini che si lancia inserendo una battuta ad hoc. E' la bellezza del teatro, dove ogni sera tutto ricomincia e potrebbe mutare. Sta alla bravura degli attori saper cogliere l'attimo e trascinarlo nello spettacolo.

Prima di salire sul palco di Ferento, Franco Oppini e Debora Caprioglio hanno concesso a latuaetruria.it una gradevole intervista (per vederla basta cliccare qui), dove raccontano lo spettacolo (alcuni momenti sono nel video) e soprattutto i progetti futuri, tanto teatro per entrambi e, per lui, anche il ritorno al film con i Gatti di vicolo miracoli. Il titolo? "Odissea nell'ospizio", e ci sarà da ridere.

Teresa Pierini