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A torbellamonaca non piove mai: la convincente opera prima di Marco Bocci

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ROMA - E' uscito oggi "A torbellamonaca non piove mai" il primo film diretto da Marco Bocci, che la settimana scorsa è stato presentato in anteprima all'Adriano di Roma.

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Un'occasione unica per incontrare il cast, dal regista, che si offre davanti alla telecamera per un piccolo cammeo, a tutti gli attori: Libero De Rienzo (Mauro), Andrea Sartoretti (Romolo), Antonia Liskova(Samantha), Lorenza Guerrieri (Maria) e Giorgio Colangeli (Guglielmo).

Il film arriva sullo schermo direttamente dalle pagine del libro di Bocci, dal titolo omonimo: "Quando pubblicai il libro pensai che mi avrebbero distrutto, e invece è piaciuto e con il tempo è nata l'idea di realizzare il film".

La storia è quella di periferia, ed è stato girato proprio a Torbellamonaca, come precisa il produttore, Gianluca Curti, che vanta ben 53 pellicole di cui 7 opere prime: "Questo è un gruppo di grandissimi attori, perfetto per un film nato da un libro che era già sceneggiatura. Prima di girare abbiamo cercato altre location ma proprio in quei giorni vennero cancellati i due murales inneggianti la malavita, e se lo Stato aveva scelto di essere presente perché non farlo noi? Poi gli attori si sono fatti coinvolgere, passavano giornate intere nel quartiere, andando anche a cena in pizzeria è servito per viverla. Su Marco solo tanti complimenti, mai visto una velocità di lavoro come con lui, forte di una creatività incredibile. Un uomo gentile e rigoroso, chiedeva persino gli obiettivi al direttore della fotografia".

Un uomo per bene, un puro, come sottolinea Andrea Sartoretti, parlando di Bocci, che non si sottrae alle domande e inizia a raccontare questa opera prima, partendo dai complimenti ai colleghi: "Gli attori mi hanno dato l'anima e ciascuno ha aggiunto i dettagli, come la scena della calza sul tavolo, che è di Libero. Io sono attore e mi fido degli attori - precisa - so benissimo quanto sia giusto rispettare gli stati d'animo. Un film che vive sul tema del pregiudizio, quello della periferia romana, che ha sempre gli stessi temi, nel nostro immaginario c'è la cronaca nera. A me piaceva raccontare altro, famiglie con principi sani, che resistono alle tentazioni. L'unica scena di criminalità è la rapina, ma l'ho raccontata in maniera gotica, togliendo importanza alla dinamica della rapina stessa, provando a raccontare le persone".

Il titolo gioco su quel "piove" che nelle periferie diventa il grido d'allarme quando arriva la polizia: "A torbellamonaca non piove mai - ironizza Bocci - è invenzione letteraria ma qualche volta capita che quando serve... non c'è. Conosco il quartiere e l'ho vissuto e anche la storia della famiglia è come la mia. In passato ho vissuto una situazione simile a quella della famiglia Borri, sono figlio di artigiano e sapevo che si prova quando l'unica risorsa di reddito, quel fondo che affitti, non viene pagato. Un'ingiustizia troppo concreta per non ribellarsi, a quel tempo ho avuto i pensieri di Mauro, all'inquilino - confessa - ho fatto appostamenti per una settimana, ma poi mi sono chiesto che stavo facendo e allora ho scritto, mandando Mauro anche oltre..."

Un oltre che va visto al cinema, ammirando un film dinamico e veloce, con tantissime soggettive e primi piani, specie sui volti, riprese in movimento e repentini cambi di scena, associati ad un musica potente e perfetta nel brogliaccio descrittivo. Sullo sfondo il degrado, la disperazione, ma anche la speranza nel riscatto e, troppo spesso, l'eterna attesa.

"A torbellamonaca non piove mai" è un condensato di realtà equamente diviso tra burocrazia pressante, ingiustizie e impossibilità a far riconoscere i propri diritti. Sullo sfondo un quartiere che è un alveare di vite, racchiuse in appartamenti. dove spesso le persone tentano di sopravvivere al proprio dolore. Non mancano figure attuali, come lo sgroppino, viscido, del politico, e il popolo che tanta di ribellarsi, senza troppo speranza.

Bellissimi i chiaroscuri che sottolineano la drammaticità e l'uso di un'infinità di riflessi, a specchi, vetri e schermi televisivi, dove la scena prosegue mostrandosi speculare come la stessa vita dei protagonisti.

Tra le frasi must: "Noi possiamo scegliere", "Ma allora Cenerentola eri te" e "Quando parli di mì fratello te devi sciacquà la bocca" che vale per entrambi, Mauro e Romolo, che si trovano a ripeterla difendendosi a vicenda.

Il film è da oggi in programmazione al Cine Tuscia Village di Vitorchiano.

Teresa Pierini