Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Gusto, emozione e poesia nelle Note di Cioccolata di Triestino e Baglioni

Visto per voi
Font

CAPRAROLA - Quando si alza il sipario di un nuovo teatro c'è sempre un motivo per fare festa. Se poi all'ingresso ti consegnano un pacchettino con 4 gustosi cioccolatini (a scelta tra fondente... e bianco), preludio alle "Note di cioccolata" che stanno per celebrare sul palco Paolo Triestino e Giovanni Baglioni, allora si che la festa diventa grande, con l'attore che sottolinea "Un luogo con un teatro è un luogo ricco".

Pin It

Proprio l'ultima rappresentazione, per questa porzione di stagione, dello spettacolo proposto dai due artisti romani è diventata la prima del teatro don Paolo Stefani di Caprarola.

Due artisti sul palco, un attore dall'importante carriera, un chitarrista giovane ma con un cognome che suona già al primo ascolto, insieme, nel nome di un'amicizia di lunga data, per dare forma ad uno spettacolo pensato da tempo, dove una serie di racconti diventano emozione, in parole e musica, dal gusto sublime.

Il viaggio parte dalle sorti del dio atzeco Quetzalcoatl, che donò al mondo l'albero del cacao, lui divinità della natura buona, offeso dalla cattiveria umana, a cui comunque lascia un frutto che "dà semi amari come la sofferenza, forti come il coraggio, rossi come il sangue". Un preludio divino che può aprire ai ricordi, quelli del piccolo Paolo, abituato alla "merendina pane e olio" che per la prima volta sogna vedendo fette di cioccolata ricoperte di stagnola, e inizia l'assaggio addentando, con il pubblico, un cremino, l'abbraccio di mamma. Racconti accompagnati dai suoni acustici della chitarra di Giovanni Baglioni, talvolta campionati da effetti speciali al pc.

L'emozione e l'amarcord lasciano poi il posto all'esilarante omelia di un parroco vocato alla gustosa crema di cioccolato e nocciole, che imbracciando il breviario Nutella Nutellea intona alleluja e orazioni interamente dedicate allo spalmabile più famodo d'Italia, per la gioia della famiglia Ferrero, di casa a Caprarola. Irresistibili i 10 comandamenti, tutti da ascoltare, e soprattutto rispettare.

Il secondo assaggio si associa alla storia del cioccolato, quello fondente e non certo il bianco, e qui si svela la scelta fatta all'ingresso in teatro, e nemmeno quelli alla frutta e a tutta quella serie infinita di gusti che rischiano di essere tutto tranne cioccolata, a cui Giovanni aggiunge un suo racconto, un ricordo speciale, quando assaggiò la cioccolata alla neve, in cima alle Alpi.

Torna l'amaro, con protagonsta Trudi Birger, adolescente ebrea deportata, che resiste sognando di gustare ancora una cioccolata calda con la mamma, rito ordinario nella normale vita agiata di Francoforte, raccontato nel libro "Ho sognato la cioccolata per anni", che Triestino declama con emozione e passione, con il supporto di luci perfette, che ne aumentano la drammaticità.

Ritorna il parroco, che stavolta si concentra sull'Eden, trasformando l'albero di mele in quello di barattoli di Nutella, con tanto di cacciata dal Paradiso terrestre, unica concessione un solo barattolo.. e, ovviamente, quale anatema, tanti brufoli.

Si chiude al bacio, quello Perugina, con i suoi tradizionali e romantici bigliettini pieni di citazioni famose, lette fuori campo da attori e cantanti famosi, tra cui è impossibile non riconoscere Gigi Proietti, Pino Insegno e Nino d'Angelo.

Si conclude come iniziato, con il dio Quetzalcoatl, che si immedesima nei sogni di ciascuno di noi, in un racconto talvolta dolce talvolta amaro, accompagnato da sonorità originali che nascono dalla chitarra di Giovanni e diventano colonna sonora di ciascuno degli spettatori.

Teresa Pierini