Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Un grande Mamadou Dioume porta sul palco le emozioni e il dolore di "Edipo a Colono"

Visto per voi
Font

VITERBO - Prima nazionale al teatro romano di Ferento per l'adattamento e la regia di Gina Merulla dell'Edipo a Colono di Sofocle, trasformato in una peformance moderna, arricchito da musica barocca in versione elettronica.

Pin It

Del dramma greco resta intatto il viaggio psicologico nel dolore, quello della fine verso gli inferi, della violenza, del tradimento anche tra fratelli, delle scelte sbagliate senza ritorno. Sul palco, ovviamente minimal, tre ballerini e una ballerina interpretano con il linguaggio del corpo le vicende del protagonista, che sono raccontate esclusivamente dalla narrazione esterna, nel duale gioco dell'essere protagonisti e, talvolta, compagnia di fila, quando accolgono due attori che interpretano Edipo e la figlia, con la preformance straordinaria di Mamadou Dioume, calato perfettamente nel ruolo dello straniero in terra straniera.

La sua capacità espressiva catalizza lo spettatore, "costretto" a seguire ogni tratto del suo viso per intepretare l'emozione del momento, spesso infinitamente dolorosa: è lui il cuore della tragedia, un ruolo che rispetta ed esalta con la sua immensa bravura. Al suo fianco Fabrizio Facchini, Lorenza Sacchetto, Alberto Bucco, David Marzi e Carlotta Mancini, perfettamente integrati nel progetto della regista Merulla.

Il forte impatto musicale, tratto, tra gli altri, da Vivaldi, Albinoni, Bach, guida per tutta la durata dello spettacolo, sottolineando ogni grido di sofferenza, ogni azione umana, spesso violenta e predatoria, fino alla successiva ricerca dell'espiazione di ogni colpa, che giunge spesso tardiva, come l'accettazione di sé stesso.

Uno spettacolo di Teatro-ricerca composto da numerosi linguaggi, recitazione, musica e danza, che porta nello spettatore l'assorbimento del messaggio inviato alla propria coscienza e trasfroma tutti nell'Epido, alla ricerca della propria identità.

Teresa Pierini