TARQUINIA - L'ironia malinconica partenopea ha riempito il palco del Teatro Rossella Falk grazie alla "storica" Famiglia comica De Bruno, capitanata da Enzo Decaro.
A chiudere la stagione del teatro tarquiniese lo spettacolo "L'avaro immaginario", un viaggio nel viaggio ambientato nel Seicento, trascinati dal carrozzone che accoglie una compagnia napoletana in fuga dagli spagnoli, direzione Versailles, per incontrare ed omaggiare il grande commediografo Molière.

La magia del teatro, sacro fuoco di una famiglia, composta da due fratelli e una sorella, i due figli e un amico, trascinati più dalla fame che dalla fama, "tira annanzi" per la grande voglia di esibirsi e ottenere qualche spiccio (ma anche patate, pane e cipolle) e riuscire a mettere qualcosa sotto i denti.

Sono nipoti di Giordano Bruno, anche se il capofamiglia Oreste prova a mettere l'antenato illustre nell'oblio per evitare ritorsioni, ma costudiscono un tesoro che sarà importante più avanti.

Lo spettacolo, ad atto unico, avanza tra batture e citazioni, compreso Dante Alighieri di cui viene proposta una versione napoletana della Commedia, o Shakespeare, visto come fumo agli occhi, e ovviamente brani scritti dal commediografo francese.
Attimi di recitazione che si innestano perfettamente nelle storie dei personaggi e le loro sfumature caratteriali, fatte di sogni, per i giovani, di saggezza popolare, segno distintivo della sorella, o della ribellione del fratello schiavo del gioco. Particolari ed intensi gli incontri con la strega "filosofa" Amadora, specchio di una vita sperata, sempre a confronto con Decaro.

Il viaggio si completerà e cambierà le vite di tutti, accompagnate dalla colonna sonora "Jesce sole", la filastrocca cantata magistralmente da una delle protagoniste, mentre il pubblico viene salutato con l'ennesimo proverbio "La commedia non è di chi la scrive ma di chi serve".




Gli applausi del Falk hanno salutato la compagnia, pronta ad un nuovo viaggio tra arte, musica, fantasia e tanto tanto amore per il teatro.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
