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L'arte è scienza: Graffignano al centro della cultura italiana

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GRAFFIGNANO – La cittadina è stata per un pomeriggio al centro della comunità scientifica che si interessa di arte, fissata tra i pochi appuntamenti sparsi per l'Italia, insieme, tra le altre, a Milano, Venezia. Ravenna, Ostia antica, Caserta e Palermo. Grande soddisfazione per il sindaco Rossi, che sabato ha presenziato alla conferenza “Arte è cultura”.

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Due ore circa di dibattito, con esponenti del mondo scientifico e della Soprintendenza a discutere del supporto scientifico nella ricerca e nell'acheologia, e poi l'atto dimostrativo, con lo scanner laser e la stampante 3D a disposizione del pubblico e soprattutto la visita alla mostra permanente nel piano inferiore di Castello Baglioni, illustrata dalla dottoressa Francesca Letizia Rizzo, curatrice della stessa, e dalla dottoressa Maria Letizia Arancio (Sabap Rm-Met).

Nello storico maniero sono da tempo esposti alcuni reperti dello scavo a Poggio La Guardia, nella frazione di Sipicciano, una mostra archeologica allestita a fine 2017 dal titolo “Identità mediterranee”, diventata poi permanente per consentire una maggiore fruibilità. Il nome è dedicato alla convergenza sul territorio di una serie infinita di reperti, specie brocche, provenienti da tutto il Mediterraneo, a dimostrazione dell'importanza di un lembo di terra dove il Tevere permise un contesto di scambi e circolazioni di beni, veicolati dal Portus, il grande porto commerciale dell'Urbe.

Due i manufatti importantissimi, la villa databile I sec. a. C., vasto edificio residenziale con mosaici pavimentali e una zona commerciale dove è stato ritrovato un grosso dolio e molti frammenti di oggetti utili alla conservazione e al trasporto del pesce, che veniva allevato nella vicina vasca monumentale. Lo studio della stessa è ancora in corso e a breve dovrebbero riprendere degli scavi, ma è abbastanza chiaro l'uso della piscina per l'allevamento di pesci d'acqua dolce.

Tra i reperti in mostra la bellissima anfora con scrittura corsiva “Oliva Ni[gra] L(ucios) Man(ius) (Severus?)” e un capitello ionico letteralmente fatto a pezzi ed utilizzato come blocco al riempimento del canale, oggi ricostruito ed esposto nella sala dove sono anche presenti “tegulae mammatae” e resti laterizi, alcuni molto rari, come del marmo colorato e parti di una "fenestra clathrata".

La mostra è visitabile contattando l'associazione Open, presente su Facebook alla pagina OpenGraffignanoSipicciano.

Teresa Pierini