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Luna Pagnin illumina Verdeluce con il suo sorriso e la sua storia di rinascita

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MONTECCHIO - Ogni voce accolta nelle stanze di Verdeluce risuona e amplifica sempre un unico messaggio: quello della speranza e della rinascita, venuto dopo un periodo buio, di sofferenza, che sempre si manifesta nello stesso modo per chi ha incontrato nella propria vita qualsiasi forma di disturbo alimentare. 

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Sabato la voce piena di luce e speranza è stata quella di Luna Pagnin, che ha presentato il suo "Abbuffamore" coinvolta dalle domande intime e coinvolgenti di Maria Luisa Lucchesi, entrambe accolte da Davide che ha fatto da padrone di casa presentando le attività che si svolgono nella struttura gestita dalla Fondazioe Cotarella e dedicate proprio al supporto di ragazzi e ragazze affette da DNA. 

Un incontro intimo, interamente basato sul cuore e l'anima dell'autrice, per scelta di Maria Luisa: "Conoscevo la storia di Luna e l'ho vista sempre solare, leggere questo libro mi ha fatto conoscere le sue ferite nascoste e per le domande ho deciso di puntare dritto al suo cuore".

Intanto la scelta di parlare soprattutto di binge eating, la seconda fase vissuta dall'autrice, che da adolescente aveva già convissuto con l'anoressia. "Se ne parla meno e spesso si confonde e non ci si rende conto che le abbuffate sono il modo per farsi male. Io esteticamente sembravo 'normale' - risponde l'autrice - ma dentro mi sono sentita sbagliata.  Ho il cognome di mia madre perché mio padre non mi ha riconosciuto, nonostante ad un certo punto lo abbia conosciuto, facendomi sentire non accettata. La famiglia materna mi ha amata ma io non mi sentivo all'altezza, ho pensato di non meritare il loro amore, rifiutandomi di accoglierli. Oggi posso dire che se accogli l'amore puoi fidarti e ho raggiunto un equilibrio anche con Roberto, mio padre biologico, che è presente nella mia vita. Nessuna famiglia ha gli strumenti per affrontare i disturbi alinentari, l'amore non basta ma l'importante é esserci, senza provare a fare qualcosa per risolvere". 

Risolvere, guarire, superare il disturbo: negli occhi dei presenti, ragazze e ragazzi che stanno affrontando il percorso di guarigione ma anche mamme, papà, nonni, in tutti lo sguardo verso Luna era quello dell'ammirazione, della speranza e della riconoscenza, perché leggendo il suo libro o anche solo ascoltandola si comprende che la via d'uscita c'è.

Per Luna la svolta è stata toccare il fondo, quel momento in cui si pensa anche all'inutilità di una vita letta solo come fallimento, il trasferimento a Padova per l'univeristà e tante difficoltà: "Ho pensato che il mondo poteva stare bene senza di me - precisa l'autorice -. In quel momento ho ricevuto un messaggio 'normale' dal gruppo universitario in cui si chiedeva chi avrebbe seguito una certa lezione e capii che potevo provare ad affrontare una vita normale.  In quella fase c'è stato Simone, il primo che mi ha fatto ridere e mi aveva conosciuto nel mio peggio, quando il disturbo sovrapponeva la mia esistenza, e forse non facevo così schifo come pensavo". 

Un pizzico di normalità che cambia la storia personale, anche grazie all'individuazione del problema con un nome, scelto in Sara, per individuare il disturbo, qualcosa che ha permesso di far capire a chi la circondava quando parlava il disturbo e, di  conseguenza, non Luna, che aggiunge: "Ho pensato che ci sarebbe stata sempre Sara che mi dettava che fare e invece ad un certo punto é sparita ed é venuta fuori solo Luna".

Tra gli argomenti trattati anche la scuola, con i professori non pronti nè formati, che non sono stati d'aiuto, tranne quello di ginnastica che ha compreso la situazione, e i compagni di classe, alcuni a condividere ogni sua fase, come Riccardo, che ora é psicologo e si concentrerà sui disturbi alimentari, o Giorgia, che ha  subìto tanti suoi rifiuti e allontanamenti. 

Abbuffamore è stato scritto prima che Luna diventasse biologa nutrizionista e che quindi acquisisse tante nozioni, per questo racconta esperienze e vissuto, sempre con gentilezza. 
Fondamentale, come sottolineato da Maria Luisa, è la sezione "cassetta attrezzi", al termine di ogni capitolo, con nozioni più tecniche applicate alla situazione, pagine che spiegano cosa fare e con quali strumenti, un'ancora di salvezza proposta da chi ha appena descritto il disagio vissuto.

Al termine dell'incontro anche il pubblico è stato coinvolto nelle domande e soprattutto complimenti per l'importanza di quelle pagine, che sono state utili a ragazzi e ragazze ma anche a genitori e familiari, come testimoniano tanti feedback positivi giunti a Luna: "Solo ieri ho ricevuto una lunga mail di una ragazza che racconta l'utilità del libro, fatto leggere a famiglia ed amici per trovare un po' di comprensione mentre tempo fa ho conosciuto due ragazze che sono diventate amiche davanti allo scaffale della libreria, entrambre nell'atto di acquistare il libro, ed hanno iniziato il percorso di guarigione insieme". 

Al termine il consueto "aperitivo lilla" con Tellus Cotarella ha permesso un incontro diretto tra l'autrice e i presenti, utile a condividere ancora esperienze e consigli. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi