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Giulivi riconquista il Comune. Tra la gente: "Il Mignone mormorò... non passa lo straniero"

TARQUINIA - La notte più lunga per la storica cittadina etrusca: due candidati, due modi completamente diversi di essere e di approcciare la politica. Moscherini in giro per il seggio mentre si svolge lo spoglio, contornato dai suoi, Giulivi nella sua sede, insieme a tanti sostenitori e mezzo quartier generale leghista venuto da Viterbo, fino alla vittoria da toccare con mano e l'avvio verso il seggio, prima, e al Comune poi, con l'ingresso a Palazzo (nella gallery in apertura tutte le foto).

E all'arrivo uno dei tanti che lo abbraccia e grida convinto: "Il Mignone mormorò... non passa lo straniero", riferendosi a chi puntava alla poltrona da primo cittadino senza essere di Tarquinia.

La serata è iniziata con un'aspettativa altissima degli elettori, che si sono assembrati a scuola, davanti l'ingresso dei numerosi seggi. Tra questi Moscherini e tanti suoi candidati, per gran parte coinvolti come rappresentanti di lista, per un'immediata verifica del voto, con la presa di coscienza che la forbice di quindici giorni prima era difficilmente recuperabile. Dall'altra parte Giulivi, dentro la sua sede a leggere in prima persona i risultati proiettati sullo schermo, il tempo di rendersi conto che quelli dei rappresentanti di lista andavano man mano confermando il dato finale, e la vittoria. Un abbraccio al senatore Fusco e la partenza verso il seggio: si può festeggiare.

L'arrivo davanti alla scuola tra gli applausi e il coro "Sandro Sindaco", il consueto lancio in aria, i fuochi accesi lungo la via e una magnum da stappare, senza perdere la tradizionale doccia di bollicine. Uno sguardo all'ufficio elettorale, le prime interviste a caldo e il corteo verso il Palazzo Comunale, dove rientra più di un decennio dopo, di nuovo pronto ad indossare la fascia tricolore.

Sono tanti i pensieri che passano in testa al neo sindaco di Tarquinia, e li esprime senza remore: "Spero solo che la prossima campagna elettorale sia tra gente per bene - esordisce -, tremila anni di storia non potevano finire in mano ad una banda. Ho lottato pensando alle nuove generazioni, altrimenti che Tarquinia gli lasciavamo? E' la stessa cosa che pensavo al mio primo mandato, solo che ero sindaco ma non avevo scelto la squadra, stavolta è diverso, l'ha squadra l'ho fatta scegliendo uno per uno tra i cittadini e farò quello che serve. Grazie Tarquinia e i tarquiniesi che ci hanno scelto. Ora viene il bello, non ho certo paura di lavorare, perché è quello che so fare meglio, oggi abbiamo definito il consiglio, domani con calma lavorerò sulla giunta scegliendo gli assessori tecnici che ho sempre detto di fare".

Entrando in Comune il pensiero va a Pietro Mencarini: "Questo successo lo dedico al mio gruppo e a lui - aggiunge - e a Pietro aggiungo l'augurio più grande per la sua salute. Aveva iniziato questo cammino, noi siamo amici da sempre, e non c'è riuscito per i motivi che sapete, questa è anche la sua rivincita".

Palese la soddisfazione di Fusco, che si commuove sotto il bagno di spumante, forte anche dei successi di Civita Castellana, Civitavecchia e Orvieto: "Tarquinia farà la storia, una città con un consiglio monocolore Lega, e ora parto per Civita, dove dopo 20 anni abbiamo scardinato la sinistra. Il messaggio è uno: tutti a casa".

Teresa Pierini