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Emozione e tanti riconoscimenti: il raduno dei Facchini verso il giro delle sette chiese, con "l'inchino" dal cielo

VITERBO - C'è tanta voglia di normalità nel raduno al Teatro Unione, qualcosa che cancelli la tensione dello scorso anno, che si manifestava proprio negli stessi minuti in cui partiva il giro delle sette Chiese, e la polizia interveniva con l'arresto dei trafficanti d'armi turchi. Questo 2026 serve a cancellare tutto quanto e a riportare la Festa di Santa Rosa nella sua dimensione: forza, fede e volontà da mostrare al mondo la notte del 3 settembre. 

Dal palco con i protagonisti e le istituzioni arriva un messaggio di positività, con qualche emozione, quando si ricordano i propri cari o quando si deve dire mi fermo: quello dei Facchini Alessio Fiorillo e Alessio Brachino, un nome, un destino, il primo infortunato da qualche settimana, il secondo sopraffatto dall'emozione mentre è costretto a dire che deve rinunciare il Trasporto. Un abbraccio e la certezza che tutto sarà normale il prossimo anno, mentre per questo si sistema la formazione cambiando ruolo a due facchini. 

Mano a mano tutte le istituzioni si alternano sul palco, partendo da Antonella Sberna, vice presidente Parlamento Europeo, che voleva portare la presidente Roberta Metsola in città ma è riuscita comunque a condividere il suo video di saluto, dove, in italiano, parla di affetto e stima per Antonella che le ha fatto conoscere una tradizione così bella e unica, che vale la pena di sostenere. Parole molto apprezzate dal presidente Mecarini.

E' poi la volta di Rotelli che si complimenta per la consueta perfetta organizzazione e anticipa un evento unico all'esterno, l'inchino di tre mezzi dell'Aeronautica di Viterbo, pronti ad accompagnare l'avvio della sfilata dei Facchini con un volo in formazione, tutto autorizzato dal ministro Crosetto. "Gran parte del lavoro lo abbiamo fatto a Roma presentando il Trasporto, il grido Evviva Santa Rosa è giunto fino al quarto piano, in aula". Emozione anche per Daniele Sabatini che ricorda il padre e il nonno Facchini: "Saremo eternamente grati al Sodalizio di cui mi sento parte".

Parlando di sicurezza è il questore, alla sua prima festa viterbese, a tranquillizzare: "Lavoriamo tutti nella stessa direzione, consentire i festeggiamenti in massima sicurezza, umanamente vi ringrazio per avermi fatto vivere questa esperienza". Tocca poi al presidente della Provincia Alessandro Romoli: "E' sempre maggiore l'attenzione con cui le autorità partecipano e sempre maggior attenzione di tutto il terrtorio, con la Tuscia che si esalta per la serata della Macchina, un abbraccio corale che ci stringe a Rosa". Ringraziamenti anche da Sandro Pappalardo, presidente ItaArways e Enav: "La città e i facchini, con spirito di squadra, scrivono una pagina straordinaria del libro su Viterbo e Santa Rosa".

Ancora occhi lucidi per la Rettrice Laureti: "Mi emoziono non solo per il saluto che porto dall'università ma soprattutto perché sono figlia di Facchino, e ben conosco l'attesa del 3 settembre. Rosa ha mostrato che serve unione, fede e perseveranza. Spero che questo messaggio venga ripercorso dai nostri giovani e i nostri studenti". 

Ci si avvicina ai protagonisti e interviene Lorenzo Celestini, presidente onorario Sodalizio: "E' grande la mia gioia nel vedere che il Sodalizio ha raggiunto il mondo. Oggi abbiamo fatto visita ai Facchini che non ci sono più e ai nostri cari, io ho visitato mio padre Nello e vi ricordo le sue parole: massimo rispetto a tutti". Poi il costruttore Fiorillo che sceglie di ringraziare per l'affetto ricevuto per il figlio Alessio, che non sarà del Trasporto, seguito dall'altro figlio, Mirko, che ha dedicato la serata a chi non sarà sul percorso, ma darà la spinta da casa". Infine l'ideatore di Dies Natalis, Raffaele Ascenzi, che dopo aver regalato la cravatta di Gloria, la sua preceedente Macchina, usata precisa, ricorda che sta vivendo questo Trasporto in modo diverso, sentendolo fortemente nell'animo. "Onorate la divisa che portate" conclude salutando i Facchini.

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è patrimonio immateriale Uneco con la Rete delle Grandi Macchine a spalla e Patrizia Nardi ha seguito tutto l'iter, che va sempre confermato: "Quando abbiamo iniziato a lavorare sulla rete non si parlava di patrimonio immateriale, abbiamo fatto scuola e siamo un patrimonio unesco importante, che ogni volta va confermato attraverso le tante attività che organizziamo". 

C'è tempo anche per festeggiare la neo campionessa di pugilato ai Giochi del Mediterraneo, Melissa Gemini, che riceve un trofeo a forma di guantone da boxe dalle mani del sindaco Frontini. 

E a proposito di premi, si chiude con i riconoscimenti ai viterbesi più affezionati che tornano per il 3 settembre: intanto Giulia Fraccaro, originaria del quartiere San Faustino che ha percorso 14 mila chilometri per essere in città stasera, direttamente da Sidney, per lei il foulard del Sodalizio. La Rosa d'oro va a Valeria Pascucci, residente all'estero, che da 15 anni lascia Amsterdam per tornare in città, usufruendo del regalo di compleanno, sempre investito nel viaggio di ritorno a Viterbo. Per lei doppia emozione: rientrare al Teatro dell'Unione, un tempo diretto da suo padre. La Rosa d'argento, destinata a chi è restato in Patria, è per Bruno Costantini che dal 1967 lascia Jesi per assistere al Trasporto, senza mai interrompere il suo ritorno in città.

Si chiude con l'ultimo premio, quello istituito dall'Unai presieduto da Claudia Testa e dedicato a Roberto Baldi, per tutti Baffino, amministratore di condominio e indimenticabile Facchino. L'omaggio alla sua memoria va ad Antonella Sberna, "Per l'impegno che mette nel celebrare radici, tradizione, la sua difesa al settore immobiliare e perché ci rappresenta con onore in Europa" ha precisato la Testa premiandola. 

Sono terminati i riti, manca solo uno, il primo Evviva Santa Rosa della giornata, e ne seguiranno tanti altri. A pronunciarlo all'Unione, per volere dal capofacchino Luigi Aspromonte, è Massimo Corinti, vicepresidente del Sodalizio, che prima ricorda Baffino, facendo alzare i presenti in piedi e poi trascina tutti nella risposta più ovvia: Evviva. 

I Facchini escono, si sistemano, bandane da legare, fasce in vita da sistemare, tutto deve essere perfetto per sfilare orgogliosi per le vie di Viterbo, dove sono già posizionati molti giovani, tanti hanno passato la notte in strada per un posto in prima fila. Il corteo si forma, parte la Banda di Vejano che suona ininterrottamente "La notte del 3", l'inno del Sodalizio, dietro le autorità e poi, il tempo di attendere il passaggio dei tre elicotti dell'Aeronautica arrivano anche i Facchini, verso la prima tappa, il monumento in piazza della Repubblica, dove è Lorenzo Celestini a riportare il grido di papà Nello, quell'evviva Santa Rosa che risuonerà ancora e ancora, fino a stasera, dalla mossa di San Sisto ad ogni tappa. 

Il 3 settembre è finalmente entrato nel vivo. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi