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Corteo storico e processione del cuore di Santa Rosa sfilano in città "tutti d'un sentimento"

VITERBO - Celebrato il rito che porta direttamente al Trasporto: il corteo storico e la processione con il cuore di Santa Rosa sono sfilati tra ali di folla, che ha applaudito lungo tutto il percorso.

Il corteo storico parte sempre dal Monastero, dove sono custoditi gli abiti e la tradizione, per giungere al Duomo, dove è atteso dal vescovo, dalle autorità civili, militari e religiose e dal baldacchino con il cuore della Santa. 

Un momento di raccoglimento con le parole del vescovo Francesco Orazio Piazza che ha richiamato più volte all'essere tutti d'un sentimento: "Ci benedica Santa Rosa ha esordito - per far si che questo cuore entri nei nostri cuori, celebrandro Rosa, cher si è fatta debole tra i deboli. In tre anni ho visto la devozione e la speranza in Rosa, con il richiamo di essere di un unico sentimento, un legame profondo e intimo che fa organizzare la vostra vita sempre da questi giorni. Il cuore ci fa calare nella realtà per quello che essa è, con l'attenzione alla persona e chi abbiamo vicino. Tuteliamo l'umanità con l'esempio di questa giovane ragazza, fragile nel fisico ma con tanta forza di amare, la sua potenza. Stiamo insieme col cuore" ha concluso, lanciando il capofacchino Aspromonte che ha intonato per la prima volta in questi giorni di festa "Evviva Santa Rosa", ripetuto dai Facchini, dai cittadini presenti e dai Minifacchini, che si sono distinti con le loro voci allegre. 

Il corteo si è quindi di nuovo riformato, partendo verso il Santuario, con tutti i figuranti dei secoli che ci separano dalla presenza in città di Rosa, i Minifacchini dei tre quartieri, protagonisti nei giorni scorsi, le associazioni, i religiosi, il cuore portato a spalla dai Facchini, preceduto dal Vescovo e seguito dalle autorità.

L'appuntamento è per il 3 settembre più atteso in città: si parte con il raduno al Teatro dell'Unione, seguito dal giro delle sette chiese, il raduno al boschetto e la passeggiata trionfale lungo il percorso, per arrivare alla "mossa" e al terzo sollevate e fermi di Dies Natalis. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi