Anche quest'anno Terre Nostre Suriani è stata messa in scena dalla Compagnia del Buonconsiglio per la regia di Maurizio Annesi e la conduzione in rima di Gianluca Foresi. Tre i momenti proposti al pubblico, partendo dal 1279, quando Paolo III che scelse la Rocca come residenza, si trovò a risolvere la questione tra i francescani spirituali e conventuali; passando poi al 1435 con la condanna a morte di Di Vico, contrario a Santa Romana Chiesa, e infine il 1489, con l'assalto del vignanellese Conte Nardini, fermato dall'esercito sorianese allarmato, spiega la leggenda, dalla vecchina del Carnaiolo.
Tre fatti importanti, due di rilevanza nazionale che fanno vantare a Soriano di essere Fidelitas, per aver difeso la Chiesa.
Emozionante l'incontro tra francescani, divisi tra chi adora "madonna povertà" e non ritiene giusto avere proprietà alcuna, nemmeno intestate al convento, e i conventuali che vedono l'opera di Francesco proseguibile solo attraverso supporti e donazioni che mantengano in vita comunque la struttura. Paolo III, lungi dal pensare ad una Chiesa ridotta in povertà, presenta una bolla che salomonicamente permette agli spirituali di proseguire in povertà portando le proprietà alla chiesa e ai conventuali di mantenere il possesso, dirimendo la storica lite che avrebbe portato ad un grave scisma.
Forte e d'impatto la fine per decapitazione di Di Vico, che dopo aver saccheggiato Vetralla punta verso Soriano trovando però di fronte l'esercito di Giovanni Vitelleschi, più guerriero che cardinale. Braccato, è costretto a piegarsi e muore in piazza per mano del boia.
Sempre gradita dai sorianesi la storia della vecchina del carnaiolo, che dall'alto dei boschi nota uno strano segnale alla Rocca, quello che il conte Nardini fa al suo esercito dopo aver ucciso il Governatore, riuscendo ad entrare nello storico maniero, venendo però aggredito dall'esercito sorianese, che sconfigge il nemico e salva il paese mantenendolo libero. La Sagra delle Castagne nasce l'anno seguente questi fatti, proprio per ricordare la vittoria.
I quadri, proposti con il forte impatto emotivo delle luci e delle musiche, sono stati commentati con la consueta maestria dall'attore Giuanluca Foresi, che come sempre oltre a seguire il copione coglie attimi in diretta e li commenta in rima, tra gli applausi dei presenti.
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Teresa Pierini e Anselmo Cianchi