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Claudio Ubertini: "Il chiasso della volgarità spegne la voce della bellezza di Viterbo"

Viterbo
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VITERBO - "Il chiasso della volgarità spegne la voce della bellezza di Viterbo: in questi giorni la città sta avendo parecchia visibilità sui media anche nazionali" così inizia la nota di Claudio Ubertini, candidato sindaco del centro destra.

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E prosegue: "Ma non per la maestosità di Palazzo Papale e nemmeno per l'unicità del quartiere San Pellegrino, quanto per essere stata trascinata in un 'chiacchiericcio' imbastito su un tema che fa sempre notizia, come l'omosessualità, con il metodo della provocazione, esaltata da una girandola di parolacce strillate alla platea a microfoni accesi, peraltro distante da qui, dal comune di Sutri, dal palcoscenico di Palazzo Doebbing, su temi che meriterebbero più decoro, così come la nostra città, che non può diventare lo sfondo di certi avvilenti e sterili show.

Una visibilità a dir poco imbarazzante. Viterbo ha bisogno di programmi seri e non della fuffa di performance provocatorie e di polveroni mediatici. 'Purché se ne parli', non è la nostra filosofia. In certi casi è meglio che i riflettori restino spenti.

Se questo è il destino di Viterbo - conclude il canddidato di Lega, Forza Italia, Udc e Fondazione - da cittadino viterbese, prima ancora che da candidato sindaco, sono molto preoccupato. Nel corso della nostra esperienza amministrativa abbiamo dato a questa città una programmazione seria e concreta. Ed è quello che continueremo a fare se ne avremo l'opportunità, 'mandando al potere' chi è competente, indipendentemente dalle sue preferenze sessuali,  che per noi non rappresentano un criterio di 'selezione', né un affare di pubblico interesse, ma che proprio nel momento in cui vengono 'categorizzate', rappresentano, a mio avviso, la più subdola delle discriminazioni.