Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Unirsi per l’Impresa: Unindustria premia le Startup. Nel Lazio domina "Sapore di vino"

In Citta'
Font

VITERBO - Nanomnia è la start up vincitrice della IV Edizione del Premio “Unirsi per l’Impresa”, per la categoria “Startup innovative Premio Unindustria”.

Pin It

Alla vincitrice, il cui business riguarda la produzione di nanoparticelle organiche biodegradabili e biocompatibili all’interno delle quali è possibile incapsulare agrofarmaci da veicolare in maniera selettiva nell’organismo vegetale, sono stati assegnati servizi di consulenza di alto valore professionale, erogati da Zeta Consulting ed Intesa Sanpaolo (partners dell'iniziativa), del valore complessivo di 30.000 euro. Inoltre, Unindustria realizzerà un piano di comunicazione ad hoc, al fine di garantire la massima diffusione tra i principali stakeholder laziali del progetto vincente e delle sue potenzialità.

E ancora, alla start up Nanomnia è stata data la possibilità di partecipare il prossimo 7 e 8 a Milano a Connext, il grande evento di networking nazionale di partenariato industriale di Confindustria, organizzato per rafforzare l’ecosistema del business.

La Start up “Sapore di vino”, che fornisce un supporto innovativo nel settore della produzione del vino, al fine di migliorare il prodotto finale e diminuire i costi, è invece la vincitrice della categoria “Premio speciale Regione Lazio”. Attraverso un dispositivo portatile, la start up “Sapore di vino” è in grado monitorare la vigna e scegliere i migliori grappoli, analizzare la salute della vigna e prevedere correttivi. L’azienda vince un premio in denaro di 5.000 euro ed una serie di servizi, tra cui l’ammissione al programma di progettazione di impresa e tre mesi di accesso al “talent working degli Spazi Attivi”, aperto anche a tutte le start up partecipanti al Premio.

Sono state dieci le start up finaliste del “Premio Unirsi per l’Impresa”, tra le quali ricordiamo: “Bionit Labs”, “Medere”, “Mygo”, “Tenderhino”, “Ibricko”, “Me per Me”, “Microbalance Sensor Technologies” e “Properset”.

Le vincitrici delle due categorie arrivate in finale sono state scelte, al termine di una sessione di pitch di tre minuti, da una Giuria d’Onore, composta dal Presidente di Unindustria Filippo Tortoriello, dalla Responsabile dello Spazio Attivo Casilina di Lazio Innova Michela Michilli, dal Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria con Delega Start up Innovative e Imprenditorialità giovanile Giulio Natalizia, dallo Specialista per l’Innovazione – Direzione Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo Francesco Mazzocco e dal Sales & Program Manager di Zeta Consulting Francesco Tomaselli. Era presente alla premiazione anche Gian Paolo Manzella, assessore allo sviluppo economico, commercio e artigianato, start-up, Lazio creativo e innovazione della Regione Lazio.

Sulla premiazione è intervenuto con una nota anche il il Senatore Francesco Battistoni, Capogruppo FI Commissione Agricoltura e Responsabile Dipartimento Nazionale Agricoltura Forza Italia: "Vorrei fare un plauso al gruppo di ricerca 'Sapore di vino', nato da una collaborazione fra le università Niccolò Cusano e la Sapienza, che ha vinto il primo posto nel Premio Speciale Regione Lazio della competizione annuale 'Unirsi per l'Impresa' di Unindustria, dopo aver già ottenuto il premio 'Bootcamp for entrepreneurs'  alla Start Cup Lazio 2018, assegnato da Banca Intesa SanPaolo.

I giovani ricercatori, per tramite della dottoressa Leslie Fadlon che ha rappresentato il lavoro dell'intero team laziale, si sono riconfermati vincitori grazie ad un progetto innovativo legato al mercato vitivinicolo. Nella fattispecie, si tratta di un dispositivo miniaturizzato che perfeziona il timing della vendemmia con l'uso della spettroscopia, riuscendo a migliorare la qualità finale del prodotto con studi sulla maturazione dell'uva.
Un ottimo esempio di come la tecnologia, l'innovazione ma soprattutto la ricerca possano applicarsi anche al settore agricolo, rendendo merito alle nostre eccellenze a tutto il Made in Italy".