VITERBO - Sono 16 i nuovi casi accertati di positività al COVID-19, comunicati oggi dal Policlinico Gemelli alla Asl di Viterbo: 12 stanno trascorrendo la convalescenza presso la propria abitazione e 4 nei reparti dedicati COVID dell’ospedale Belcolle. Nello specifico: 2 a Malattie infettive, 1 a Medicina e 1 in Terapia intensiva.
Le persone con il referto odierno di positività, già tutte precedentemente in isolamento domiciliare fiduciario o in ricovero, sono residenti nei seguenti comuni: 11 a Viterbo, 1 a Montefiascone, 1 a Tarquinia, 1 Gallese, 1 a Fabrica di Roma, 1 a Montalto di Castro.
Il Team operativo Coronavirus, sempre con il determinante supporto delle amministrazioni locali, è già al lavoro per l’ulteriore definizione della catena epidemiologica dei contatti stretti, al fine di rafforzare e incrementare tutte le misure di prevenzione e di protezione già in corso.
In totale, alle ore 12 di questa mattina, i casi accertati al COVID-19, residenti o domiciliati nella Tuscia, salgono a 192, più i 5 casi accertati in strutture extra Asl e già noti.
Al momento, delle persone refertate positive al Coronavirus: 150 stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio, 28 sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive, 2 nel reparto di medicina COVID, 6 sono ricoverate in Terapia intensiva, 2 all’ospedale Spallanzani e 4 sono le persone decedute.
Un ultimo dato riguarda le persone attualmente in regime di isolamento domiciliare fiduciario che, nella Tuscia, sono 733, mentre i cittadini che hanno concluso il periodo di isolamento salgono a 845.
Con il documento firmato oggi è partita la terza fase di gestione dell’emergenza COVID-19 nel Lazio. Il Sistema sanitario regionale mette a disposizione 2 mila posti letto di degenza ordinaria e 450 posti di terapia intensiva di fatto raddoppiando il numero delle terapie intensive e andando oltre la previsione nazionale del 50%. Gli ospedali HUB sono destinati a gestire i casi di maggior impegno clinico e assistenziale, gli ospedali SPOKE sono strutture destinate alla gestione di casi COVID-19 a minor impegno e collegati con l’HUB di riferimento per la consulenza infettivologica
Sono state costituite 9 aree di afferenza: Area A – Hub: Gemelli- COVID 2 Columbus e Spoke: Villa Aurora, IDI, San Paolo di Civitavecchia; Area B – Hub: A.O. Sant’Andrea e Spoke: San Filippo Neri, San Pietro Fatebenefratelli e ospedale di Palestrina; Area C – Hub: COVID 4 Tor Vergata e Spoke: ospedale Pertini, Nuova Annunziatella, Regina Apostolorum di Albano e Ospedale dei Castelli; Area D – Hub: Policlinico Umberto I COVID 5 Eastman e Spoke: ospedale Vannini; Area E – Hub: COVID 1 Spallanzani e Spoke ospedale militare del Celio, COVID 3 Casal Palocco, San Camillo Forlanini, Campus Bio-Medico, Israelitico e ospedale Grassi di Ostia; Area F – Hub: Santa Maria Goretti di Latina e Spoke: presidio Di Liegro di Gaeta; Area G – Hub: ospedale Belcolle di Viterbo; Area H – Hub: ospedale De Lellis di Rieti; Area I – Hub: ospedale Spaziani di Frosinone.
Rispetto ai livelli di intensità si fa riferimento al protocollo di gestione clinica dell’INMI Spallanzani. Gli ospedali SPOKE costituiscono al loro interno team multidisciplinari che operano in stretto raccordo con i team degli ospedali HUB. La terza fase prevede inoltre che l’Ares 118 adatti la propria rete alla rete COVID-19 differenziando al triage i pazienti sospetti nei diversi livelli di rete. La richiesta di trasferimento dei pazienti avviene tramite piattaforma dedicata gestita dall’Ares 118 con il coordinamento della task-force regionale. Sono ridefinite inoltre temporaneamente le reti tempo-dipendenti fino alla fine dell’emergenza. E’ uno sforzo straordinario, ma indispensabile per garantire l’assistenza in questa fase di emergenza. Non bisogna abbassare la guardia.
