Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

La città perde un figlio illustre: il maestro Roberto Joppolo, un uomo dall'animo gentile

In Citta'
Font

VITERBO - La scomparsa di Roberto Joppolo lascia un vuoto incolmabile in città, non solo per la moglie Maria Gabriella, i figli Vittorio, Emanuele, Marina, Francesco e la nipotina, ma per Viterbo e l'arte intera.

Pin It

Roberto, toscano di nascita ma viterbese d'adozione, era un'artista dall'animo gentile, profondamente legato al mondo cattolico: nella sua vita ha incontrato, sempre da protagonista, quattro papi, l'ultimo lo scorso novembre, papa Francesco.

La sua espressività artistica, declinata soprattutto nella scultura, era sempre legata alla figura del divino, alla sua immensa provvidenza e alla pace che la fede sa infondere nel cuore. E non importa se chi ammirava le sue opere fosse o meno credente: quel sentimento di eternità veniva fuori lo stesso, dalle sue croci colorate che si aprivano al mondo, ai monumenti in bronzo, ai premi come la Selva d'Oro di Vetralla o l'Alberini di Orte, fino alla Macchina di Santa Rosa, Armonia Celeste, trasportata negli anni dal 1986 al 1990, che lui pensò e volle come un innalzamento della santa, e del suo abito, dal centro storico della città fino in cielo.

E' quel cielo che oggi lo ospita, come artista ma soprattutto come uomo, sempre sorridente, sempre disponibile a aperto ad dialogo con chiunque. Lassù trova l'asteroide n. 212500 "Roberto Joppolo", a lui dedicato.

Per Joppolo sta giungendo il cordoglio da tutta la Tuscia, dal Sodalizio Facchini di Santa Rosa alla CNA di Viterbo e Civitavecchia e Confartigianato, da Francesco Battistoni (Forza Italia) al sindaco di Bagnoregio Profili e all'amministratore di Casa Civita Bigiotti, da Mauro Rotelli a Laura Allegrini (Fratelli d'Italia) e ancora il sindaco di Bassano in Teverina. Alessandro Romoli lo saluta ricordando il suo impegno: "Tra le sue tante opere, Roberto Joppolo ha realizzato anche le statue dei Santi patroni Fidenzio e Terenzio che dominano la facciata della Chiesa dell’Immacolata Concezione di Maria, nella piazza principale del paese. Proprio per la realizzazione delle due importanti sculture, il maestro Roberto Joppolo è stato insignito della cittadinanza onoraria di Bassano in Teverina. Non un riconoscimento di circostanza, ma un sincero modo di esprimere all’artista la nostra sincera gratitudine, con cui abbiamo voluto sottolineare che Bassano in Teverina era ormai diventata la sua casa e i bassanesi la sua comunità".

Tanti ancora ne arriveranno, ma prendiamo spunto dalle parole della ex vice sindaco viterbese che ha sottolineato la necessità di trovare uno spazio per lui e i tanti artisti viterbesi, per raccontarne e valorizzarne il lavoro.

Forse il più grande rammarico di Roberto Joppolo fu proprio di non aver mai avuto un luogo cittadino dove mostrare la sua arte. Se lo creò, con la sua Casa museo, aperta a chiunque volesse immergersi nel suo mondo. Magari ora quella voce sarà ascoltata, e lui, ovunque sia, sorriderà pensando che finalmente è stato realizzato il suo sogno.

L'ultimo saluto sarà celebrato domani, mercoledì 30 marzo alle 15, presso il Duomo di Viterbo. Come richiede la famiglia, niente fiori ma opere di bene.

T. P.