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L'infinita notte di Gloria: i malumori, le richieste, il trionfo all'una di notte

In Citta'
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VITERBO - Santa Rosa ha fatto la sua parte, fermando la pioggia, ma il 99% dei viterbesi questo se lo aspettava. La sorpresa dell'ultima (forse) notte di Gloria è venuta dal Sodalizio, che non ha fermato il Trasporto ma ha comunque puntato i piedi, anzi gli scarponi, per una festa degna del nome.

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Tutto è iniziato dallo sfogo forte, a tratti eccessivo ma sentito di Sandro Rossi durante il raduno prima del giro delle Sette Chiese (leggi https://www.latuaetruria.it/news/19-in-citta/5784-sandro-rossi-minaccia-il-pubblico-e-la-nostra-benzina-senza-la-macchina-non-cammina). E il capofacchino ha mantenuto la promessa, dove ha notato qualcosa che non andava ha puntato il dito pretendendo un cambio immediato, purtroppo a discapito della partenza di Gloria, in ritardo come mai prima nella sua storia, ma era forse l'unico modo per ottenere un risultato.

I principali problemi nelle vie, ritenute di fuga, lasciate completamente deserte, inibite al pubblico. Tra queste grida vendetta via della Sapienza, immediatamente davanti la chiesa del Suffragio, dove la Macchina fa una sosta, che rischiava di essere una sosta vuota, desolata.

E quindi, dopo una lunga attesa su via Santa Rosa, dove è stato fatto il primo di tanti omaggi a Baffino, i Facchini, sotto ordine di Rossi, si sono fermati in piazza delle Erbe.

Un tempo infinito, minuti su minuti mentre la gente si chiedeva cosa stesse succedendo. Alla fine le persone sono state accettate e il pubblico ha preso posto dove c'era un vuoto "assordante".

Non siamo noi a dover fare processi, non eravamo ai Comitati di sicurezza, sappiamo benissimo che le responsabilità sono sempre maggiori e cadono su prefetto e sindaco. Sappiamo anche che le regole vengono aggiornate quasi quotidianamente, creando grossi problemi a chi organizza. Ma sappiamo anche che il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è uno sforzo immane, fatto da poco più di 100 uomini in nome di tutta la città. E' folclore, sano folclore e non va mai dimenticato, perché per una preghiera a Santa Rosa ci sono le porte del Santuario aperte ogni giorno, dove riposa e ascolta le richieste dei fedeli. Il Trasporto è altro, è fede perché fatto in suo nome ma è anche tanto sforzo, quindi va capito chi questo sforzo lo compie, specie se durante questi giorni fossero arrivati rassicurazioni sullo svolgimento della sera del 3 settembre.

Alla fine la Macchina è partita, veloce, potente, immensa. Segnaliamo un altro momento che non consideriamo normale: in piazza del Plebiscito non sono stati fatti i giri, a domanda precisa è stato risposto che non erano previsti, cosa che stona molto, visto che sono sempre stati fatti nella piazza che rappresenta il potere cittadino, che ospita Prefettura e Comune. Crediamo alla risposta, ma resta il dubbio, anche se i giri in piazza Verdi e al Sacrario hanno abbondantemente impreziosito, poi, il Trasporto.

In piazza del Plebiscito la visita di Maria Elena Boschi, accolta da un facchino-guida che le ha spiegato il funzionamento direttamente sotto la Macchina. L'unica figura nazionale, un po' poco come promozione, anche rispetto al passato, perché ogni personaggio che posta qualcosa sui social e ne parla diventa un veicolo di pubblicità per la nostra festa più amata. Speriamo in una migliore pianificazione nel 2023, quando ci sarà tutto il tempo necessario per farlo.

Infine le notizie giunte su altri disagi. Si parla di lettori che ci hanno dato notizia e noi come tali li riportiamo. Piazza delle Erbe sembrerebbe non aver avuto a disposizione bagni chimici, creando non pochi problemi a chi è stato li per ore.

Diversa la situazione al Sacrario: in questa parte di percorso la festa praticamente non c'è stata per tutta la fase di attesa, con una banda e almeno due gruppi folcloristici con sbandieratori, lo spettacolo si è fermato nel percorso tradizionale, senza raggiungere chi aveva scelto, su forte sollecitazione dell'amministrazione, via Marconi e oltre. Poi all'arrivo di Gloria nemmeno la banda, che forse per motivi di spazio si è fermata in piazza della Repubblica, facendo arrivare la macchina all'incrocio con via Caroli praticamente in silenzio. Bastava un passaggio con la marcia "La sera del 3" e il ritorno verso la piazzetta di via Marconi, mentre Gloria era ferma in sosta. Ma non è successo.

Infine lo spettacolo praticamente notturno del laser show: un pienone di pubblico per un evento che è andato a sostituire lo spettacolo pirotecnico. Ben 18 mila euro spesi per qualcosa che non lascerà il segno, banale, senza niente di eccezionale, anche qui per mancanza di tempo visto il recente ingresso dellì'amministrazione Frontini che si è insediata a luglio. Ma quando si teme di non fare qualcosa di speciale forse è meglio non farlo per nulla. Inoltre era stato chiesto alle attività della piazza di spegnere le insegne, peccato che tutto si sia svolto su palazzo Grandori, con sotto il bar che, ovviamente, non poteva permettersi la chiusura nell'ora di maggiore assalto di clienti. L'unica proiezione sulla Rocca Albornoz, quella giustamente spenta, è stato il logo del Comune di Viterbo, con il conto alla rovescia per la replica successiva, forse il momento più bello. Da ripensare, decisamente.

Questa la prima cronaca sommaria del 3 settembre più lungo della storia, il primo che è arrivato abbondamente al 4, all'una di notte. Domani pubblicheremo le foto, quelle che documentano l'amore, la passione, la fede e la forza, e il video, con qualche chicca speciale, unica, che dedichiamo ai nostri lettori.

A presto, ed Evviva Santa Rosa.

Teresa Pierini