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Diciassette anni dopo Viterbo si fermerà di nuovo per disinnescare una bomba da 18 quintali lanciata dagli inglesi nel 1944

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VITERBO - Diciassette anni dopo la città dei papi si trova di nuovo a far fronte ad un'emergenza bomba, ed oggi come allora viene a conoscenza di un ordigno che l'avrebbe potuta radere al suolo.

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Nel 2007 fu al quartiere Santa Lucia, di nuovo un cantiere e un escavatore che si trovò davanti quello che sembrava uno scaldabagno, mentre era una delle bombe inglesi dalla portata più potente del tempo. Non esplose, ed oggi sappiamo che non fu l'unica, durante i lavori di realizzazione di un nuovo cantiere, stavolta dell'azienda Saggini, l'amara scoperta: una seconda enorme bomba era stata lanciata su Viterbo.

E viene di nuovo il pensiero a quei giorni, alla potenza di deflagrazione, considerato che era una bomba nata per esplodere in aria, così da distruggere qualsiasi cosa fosse in volo, di certo mezzi tedeschi, ma purtroppo anche tutto quello che era sotto, con un'onda d'urto di chilomentri, almeno tre. Il nostro pensiero vola ancora a Santa Rosa, il Santuario, la sua cupola, che si trova più o meno a metà strada tra le due bombe, con la nostra Rosina che riposa nell'urna e che, lasciatelo pensare, ha messo di nuovo una mano a protezione della sua città.

Un dramma che non riguarda solo quel fatidico 1944, ma anche e soprattutto oggi, quando un escavatore, incolpevole, la tocca più volte senza andare ad interferire sulle tre spolette e stiamo parlando di un ordigno di circa 18 quintali, 4000 libre. E' andata bene anche stavolta, ed ora è il momento di lasciar lavorare le istituzioni per mettere a punto quella macchina organizzativa che vada a liberare un pericolo, dormiente da 80 anni, e lo faccia nel modo migliore.

Da subito sono state affrontate due possibili strade: la prima necessitava un'azione immediata, forse addirittura per questo sabato, 23 marzo, ma vista la mole organizzativa e l'importante raggio abitato da raggiungere si è optato per la seconda, quella di procrastinare l'intervento entro qualche settimana, come spiegato nel primo pomeriggio in prefettura, presenti tutte le autorità civili, il prefetto Capo, il sindaco Frontini e i comandanti delle varie armi Friano, Pasquali, Vinci e Di Stasio.

Come precisato dal prefetto Capo era necessario prendersi del tempo per pianificare un'organizzazione complessa e articolata, che va tra l'altro a coincidere con le festività pasquali e con i ponti turistici del 25 aprile e 1° maggio. Queste date saranno salvate, anche per non creare problemi alle attività commerciali, garantendo la messa in sicurezza del cantiere che sarà presidiato h24, come precisato poco dopo dal Generale Di Stasio. Purtroppo resta il disagio per l'azienda Saggini, che vede le attività bloccate con il coinvolgimento del secondo cantiere, anche quello di Viale Trieste (Ex mercati), con il fermo di un grosso numero di operai impegnati su entrambi, fino a ieri.

La data non è ancora fissata, ma l'idea potrebbe essere intorno al 21 aprile. Tutte le informazioni uffiiciali saranno diffuse per dare massimo supporto alla cittadinza, a cui sarà consegnato anche un vademecum. Tornando indietro a quel 2007, e non sarà difficile per l'amministrazione e la prefettura replicare la perfetta macchina di allora: la popolazione fu evacuata, comprese le case di cura e di riposo nell'area interdetta, e tutti vennero ospitati nelle caserme per il pranzo. Dalla questura si organizzò la sala stampa e poco dopo le 12 arrivò la notizia che gli artificieri avevano operato e terminato l'intervento sulle spolette, portando poi l'ordigno libero da innesco a deflagrare a Monteromano.

Per questi dettagli è intervenuto il Generale Di Stasio: "Il genio militare ha già messo in sicurezza l'area, e i militari stanno operando e proseguiranno la preparazione fino alla giornata della bonifica, presidiando H24 il uogo del ritrovamento. Chiedo ai cittadini di lasciar lavorare il team e non interessare il cantiere, perché l'Esercito italiano svolge quotidianamente queste attività, basti pensare che ne vengono effettuati 30 mila all'anno, tra Italia ed estero. Dobbiamo stare tutti tranquilli".

Nel 2015 l'ultimo intervento simile, a Vicenza e in quel caso la bomba, chiamata Old Lady, fu tenuta sotto controllo per un anno prima di organizzare l'intervento. Lunga due metri, dovrebbe avere al suo interno 13 quintali di una miscela chiamata "minol 2", composta da ammonio nitrato con l'aggiunta di alluminio, che ne aumenta la potenza. Nel caso veneto (vedi foto) i militari hanno realizzato un muro intorno a protezione, prima di iniziare l'intervento.

Per ovvi motivi è stata emanata un'ordinaza per l'interdizione di ogni attività umana potenzialmente produttiva di vibrazioni al suolo o nel sottosuolo, quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, cantieri edilizi, cantieri stradali, scavi e quant'altro, entro il perimetro di sicurezza compreso tra le seguenti vie: via Alcide De Gasperi, via Monfalcone, via Palmanova, via Osoppo, via Belluno, via del Crocifisso, via Po, viale Trieste, circonvallazione Almirante, dall'intersezione rotatoria con via Osoppo fino allo svincolo del quartiere Ellera.

Inoltre si prevede l'interdizione della circolazione di veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, in tutte le strade e piazze comprese nel perimetro di sicurezza comprendente le seguenti strade: via Alcide De Gasperi, via Monfalcone, via Palmanova, via Osoppo, via Belluno, viale Trieste dall'intersezione con via Gorizia all'intersezione con Via Granati, con deviazione, rispettivamente, su via Francesco Baracca e sulla s.p. 22, via del Crocifisso, dall'intersezione con viale Trieste fino al civico n. 30 e alla cabina ENEL, via Po; circonvallazione Almirante, dall'intersezione rotatoria con via Osoppo fino allo svincolo quartiere Ellera.

I provvedimenti sono stati adottati a seguito di quanto concordato nel pomeriggio di ieri 20 marzo in Prefettura, nell'ambito della riunione straordinaria del centro coordinamento dei soccorsi della provincia di Viterbo, al fine di garantire le condizioni di massima sicurezza per la cittadinanza e prevenire pericoli per l'incolumità pubblica.

La versione integrale delle ordinanze sindacali (n. 17 del 20-3-2024 e n. 139 della polizia locale) sono consultabili sul sito istituzionale www.comune.viterbo.it – albo pretorio, e sulla home page, all'interno dell'apposita sezione dedicata agli aggiornamenti sul rinvenimento dell'ordigno bellico inesploso.

La storia racconta che quel tipo di bomba alleata, di fabbricazione inglese, sia stata utilizzata otto volte, in quattro casi è scoppiata e in altre quattro no, e due sono state ritrovate a Viterbo. Speriamo davvero che sia stata l'ultima emergenza post bellica da affrontare.

Teresa Pierini