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Righini (Reg. Lazio): "Rilanciamo la figura del bottaio 5.0, con la reintroduzione delle botti in legno di castagno"

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ROMA - La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, ha approvato la delibera che dà attuazione al progetto di studio e sperimentazione per la reintroduzione del legno di castagno locale nella produzione di contenitori enologici.

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Un'iniziativa strategica che punta a rilanciare la filiera integrata bosco–botte–vino, valorizzando il patrimonio forestale del Lazio, l'artigianato locale e la competitività del comparto vitivinicolo regionale.

Il progetto sarà realizzato dal Dipartimento DAFNE dell'Università della Tuscia, in collaborazione con ARSIAL, le imprese boschive, gli artigiani bottai e le aziende vitivinicole del territorio.

Le attività previste comprendono la selezione del legname di castagno, la realizzazione di botti e barrique sperimentali, lo sviluppo di innovativi sistemi di sensoristica per la valutazione dei tannini e dei polifenoli, la sperimentazione dell'affinamento dei vini in dieci aziende pilota, la valutazione scientifica e sensoriale dei risultati e l'organizzazione di iniziative divulgative rivolte agli operatori del settore (del progetto si era parlato anche al Vinitaly: https://www.latuaetruria.it/news/19-in-citta/8984-grande-successo-al-vinitaly-per-il-progetto-sulla-filiera-del-castagno-legno-vino-del-lazio).

L'intervento punta inoltre a promuovere una gestione sostenibile delle foreste, la tracciabilità certificata della filiera attraverso gli standard PEFC e FSC, la riduzione dell'impronta ambientale, il recupero di una tradizione storica del territorio e la creazione di nuove opportunità economiche e professionali, favorendo il rilancio della figura del "bottaio 5.0".

"Con questo progetto - spiega l'assessore Righini - riscopriamo e restituiamo valore a una delle grandi tradizioni della nostra Regione: la botte in legno di castagno, simbolo di una cultura produttiva che ha accompagnato per secoli il territorio laziale. Non si tratta soltanto di recuperare una tecnica del passato, ma di costruire una filiera moderna e competitiva che unisca gestione sostenibile delle foreste, qualità delle produzioni vitivinicole e valorizzazione del nostro patrimonio boschivo. Vogliamo rafforzare la filiera del castagno, creando nuove opportunità per le imprese e per i territori e investendo sulla formazione e sulla specializzazione di una nuova generazione di artigiani bottai, capaci di coniugare tradizione e innovazione. È una scelta del passato, ma che guarda dritto al futuro, sostenendo il lavoro, la sostenibilità e l'identità del Lazio".