ROMA – Si è svolta, nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio, la sesta edizione di PASS – Oltre il servizio. Il valore dell’ospitalità, il congresso promosso da Noi di Sala, Intrecci e ALMA e dedicato all’evoluzione, all’attrattività e al futuro delle professioni di sala.
Per Intrecci, PASS 2026 ha rappresentato ancora una volta un’occasione di confronto concreto sul presente e sul futuro dell’ospitalità, con una partecipazione che ha visto protagonisti anche alcuni ex studenti dell’Accademia, chiamati a portare nei panel le proprie esperienze professionali e il proprio punto di vista, maturato sul campo.
È proprio dal confronto tra generazioni che è emerso uno degli elementi più significativi della giornata: un approccio alla professione sempre più coraggioso, aperto al cambiamento e alla capacità di trasformare le nuove sfide in opportunità. Non temere l’evoluzione, ma affrontarla con curiosità, preparazione e consapevolezza: un’attitudine che restituisce alla professione di sala una prospettiva nuova e concreta.
In questo clima si è inserita anche la presentazione di Intrecci Mindset, il progetto dell’Accademia dedicato alla cultura dell’ospitalità, che ha dato ulteriore significato al tema scelto per questa edizione. Perché l’ospitalità non appartiene esclusivamente al ristorante o al servizio di sala: è un modo di entrare in relazione con l’altro e, per questo, si manifesta ogni giorno e in ogni contesto, anche nei gesti più semplici della quotidianità.

Ripercorrendo le origini dell’accoglienza e dei primi luoghi di ristoro sorti lungo le strade che conducevano a Roma, il confronto ha riportato al centro un patrimonio profondamente italiano: un savoir-faire riconoscibile nel mondo, fatto di attenzione, cura e capacità di far sentire l’ospite a casa. Un patrimonio che, soprattutto davanti a una platea particolarmente giovane, assume anche una responsabilità per il futuro: custodire e tramandare una cultura dell’ospitalità che nasce dalla nostra identità e che continua a distinguere il modo italiano di accogliere.
Tra i temi emersi, anche la necessità di andare oltre la semplice attenzione al benessere del cliente, imparando a comprenderlo, leggerne le esigenze e riconoscere il tipo di esperienza e di servizio di cui ha realmente bisogno. Una competenza che richiede tecnica, sensibilità, ascolto e capacità di adattamento.
"Crediamo che il futuro dell’ospitalità passi anche dalla capacità di accompagnare i giovani verso una professione che richiede impegno, sacrificio e passione, ma che può restituire moltissimo in termini di crescita personale e professionale. Vedere ex studenti di Intrecci confrontarsi con professionisti affermati e parlare con consapevolezza delle proprie esperienze è per noi uno dei segnali più belli di questo percorso", è il messaggio che Marta, Fondatrice di Intrecci, ha voluto trasmettere al termine del panel al quale ha presenziato e portare con sé, assieme a tutta la famiglia di Intrecci, da questa edizione di PASS.
La giornata ha visto inoltre la consegna dei Premi PASS 2026, con il Premio Intrecci – Maestro di Sala assegnato a Luca Costanzi di Mirabelle, insieme ai riconoscimenti dedicati alle diverse professionalità della sala.
PASS conferma così il proprio ruolo di spazio di incontro tra professionisti, scuole e nuove generazioni: un confronto necessario per continuare a dare valore alla sala e, soprattutto, per ricordare che oltre il servizio c’è una relazione, e dentro quella relazione c’è il vero valore dell’ospitalità.
