VITERBO - Domenica 25 ottobre alle ore 16.30 saranno presentati al pubblico i lavori di restauro eseguiti nella Chiesa di Santa Maria delle Fortezze dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.
L’intervento nasce dalla necessità di attivare un progetto di restauro e valorizzazione dalla doppia valenza scalare, quella dell’antica Chiesa, di cui si è voluta restituire la lettura e la piena fruizione, e quella urbana che, in sinergia con i lavori di riqualificazione della passeggiata intorno alle mura recuperata negli stessi mesi dal Comune, ha riconnesso l’area al tessuto circostante.
La chiesa fu eretta a partire dal 1514 per iniziativa del Comune di Viterbo nel luogo dove sorgeva una piccola Edicola votiva con l’immagine della Beata Maria delle Fortezze, così denominata in riferimento alle fortificazioni edificate in questa zona nel 1077 per volere dell’imperatore Enrico IV. Tra metà Ottocento e primo Novecento il complesso delle Fortezze fu abbandonato al degrado e all’utilizzo improprio e la chiesa fu adibita addirittura a “rimessa di carri funebri” come testimonia il Signorelli. Tra il maggio e il giugno del 1944, nel corso dei bombardamenti angloamericani, l’edificio subì gravissimi danni che comportarono il crollo della facciata orientale e dell’intera porzione centrale, compresa la cupola. Nel dopoguerra, I lavori condotti dal Genio Civile, trasformarono la chiesa alterandone la percezione, riconfigurandola in una sorta di grande portico in sé concluso e modificando così l’essenza stessa del monumento.
Il percorso oggi permette di apprezzare il perimetro della Chiesa e di raccordare l’antico ingresso situato sul fronte Nord, del quale restano solo le colonne con i basamenti oggi consolidati, con il fronte Sud dove, nel corso degli scavi archeologici, sono emersi i resti di un’entrata secondaria resa fruibile mediante una rampa di accesso.
L’estensione del finanziamento PNRR ha consentito inoltre di intervenire sulla Cappella Colonna che ha restituito la bellezza dei partiti decorativi della scuola del Pastura che conducono senza dubbio al nome di un artista illustre al suo tempo, Valentino Pica, del quale si era quasi completamente persa memoria.
I lavori di restauro e valorizzazione sono l’esito di un complesso studio multidisciplinare, coordinato dalla Soprintendenza e che ha coinvolto archeologi, architetti, geologi, paesaggisti e restauratori e le cui attività sono state costantemente confrontate con il dato storico di archivio.
Il progetto riconsegna alla città un luogo della propria storia, restituendogli identità, accessibilità e una rinnovata funzione nello spazio pubblico contemporaneo.
I lavori sono stati realizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale sotto la guida della Soprintendente arch. Margherita Eichberg, nell'ambito del finanziamento PNRR - Caput Mundi-NGEU.
Il restauro è stato seguito dall’arch. Federica Cerroni, in qualità di Responsabile Unico del Progetto, la direzione scientifica e dei lavori delle indagini archeologiche è stata curata dalla dott.ssa Beatrice Casocavallo, la direzione lavori di restauro della Cappella Colonna, progettati dall’arch. Chiara Bellassai, sono stati diretti dal dott. Saverio Ricci. Il progetto di restauro dei resti della Chiesa è stato redatto dalla arch. Maria Cristina Tullio che ne ha diretto i lavori, gli aspetti della sicurezza sono stati invece curati dall’arch. Alessandra Petretto. L’esecuzione è stata affidata alla ditta Ciorba e, per il segmento della Cappella Colonna, dalla ditta Koinè.
Hanno altresì partecipato all’intervento l’arch. Monica Cola, che ha realizzato il rilievo tridimensionale, la società Archeomatica e il dott. Sergio Pregagnoli, che ha curato gli aspetti archeologici, la soc. Trigeo per le indagini geofisiche.
Ingresso libero e gratuito.
