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Il piacere di D'Annunzio e il dolore del distacco perfettamente impersonati da Debora Caprioglio

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VITERBO - "Il piacere" di D'Annunzio portato in scena da Debora Caprioglio, diretta da Fausto Costantini, strappa applausi a Ferento.

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Fare teatro nel post-covid è un'emergenza tutta da raccontare, ma il racconto, in questo caso, si può ancora fare sul palco: la scelta minimale, un testo completamente rivisto, anche per evitare contatti ed abbracci che sarebbero normali in uno spettacolo che descrive l'attrazione distruttiva tra due amanti, e il vento, che giovedì ha deciso di non abbandonare mai il palco dell'antico teatro romano.

Un'edizione speciale, quindi, addirittura senza microfoni, che ha riportato gli spettatori, chiaramente distanziati, davvero indietro nel tempo, con la cavea a disposizione degli artisti e la massima attenzione da prestare alle loro battute. Al centro Debora Caprioglio, perfetta nel ruolo malizioso, passionale, a tratti birichino, talvolta sofferente e drammatico di Elena, Fausto Costantini, regista e protagonista sul palco nelle vesti di Andrea, uomo perfetto nella versione piegata dal tempo che lo fa rinunciare all'amore giovanile, e Tonino Tosto, il Gabriele D'Annunzio che funge da narratore e filo conduttore della riedizione de "Il piacere".

L'amore perverso, mai sopito tra Elena e Andrea diventa l'assoluto protagonista dei pochi gesti possibili a due: desiderio e rifiuto insieme, sguardi da innamorati ormai perduti e lacrime da versare: un girotondo senza fine e senza inizio, senza soluzione di continuità, come precisa l'autore stesso.

Una rappresentazione cucita perfettamenta su misura per Debora Caprioglio, in grado di trasmettere ogni tipo di emozione non solo con le parole, ma anche con i gesti, gli sguardi, alla fine quasi di disprezzo, nonostante l'amante, ormai sposato con un'altra donna, provi a porgergli un mazzo di fiori.

Un'ora di spettacolo che termina con l'amore circondato quasi fosse un ring, stretto in un filo di Arianna che finisce per soffocarlo e portare alla sconfitta e all'allontanamento definitivo, con il cuore a ricordare una passione che i due amanti pensavano eterna, dove piacere e dolore fanno fatica a distinguersi.

Termina con il tramonto sui volti dei protagonisti, perfetta conclusione preserale di una rassegna teatrale, quella di Ferento, che ha mostrato tanta voglia di resistere, per il bene dell'arte e degli applausi.

Teresa Pierini