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"Comanchero" hit della serata: Max Giusti riaccende le notti della Tuscia da Ronciglione

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RONCIGLIONE - E' stato il paese cimino ad aprire, venerdì scorso, i grandi eventi in sicurezza nella Tuscia. Nel rispetto delle regole imposte (prenotazione obbligatoria, divieto di permanenza nella piazza se non seduti, misurazione della febbre, mascherina, gel mani e distanziamento tra non congiunti) gli spettatori hanno goduto e riso con lo spettacolo di Max Giusti.

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Era il suo ritorno su un palco, lo ha confessato con un pizzico di emozione, aprendo lo spettacolo. Poco prima erano stati il sindaco Mario Mengoni e il presidente della Pro loco a portare i saluti dal palco.


Una serata comica che potrebbe diventare il giro di boa, e dimostrare che nonostante la situazione si possono ancora organizzare eventi. 

Max Giusti sale sul palco mentre il pubblico freme, d'altronde siamo sui Cimini, a pochi chilometri dai Cigni, il locale diventato involontariamente protagonista di uno degli sketch più divertenti del comico romano, dedicato al "popolo dei cigni", quello dei trattori, delle hit anni '80 e dello sballo col vino di casa.
Lo fa attendere però quel momento, prima si lancia in tutti i suoi classici, i racconti dell'infanzia nella periferia romana, i tempi che cambiano, la televisione odierna, i balli con il manico di scopa, ieri, e decisamente diversi e calienti oggi.

Tira in ballo il pubblico, la sua vittima preferita è la signora Marina, che viene presa di mira ad ogni argomento.
Canta, imita, salta di pal in frasca, tanta la voglia di condensare un anno di attesa in quelle due ore sotto le stelle di Ronciglione.

E poi arriva, il momento "Cigni", sotto gli occhi del proprietario presente tra il pubblico. Canta Comanchero, ormai un must, e presenta qualche battuta, molte meno del solito, magari per un pizzico di timidezza verso quel pubblico che i Cigni degli ani '80 li ha, per larga parte, vissuti.

Chiude con le imitazioni, le hit dei grandi cantanti una dietro l'altra, Vasco, Baglioni, Zero, Albano, direttamente dalla platea, in piedi su una sedia per sentirsi vicino alla sua gente senza cercare contatti.

Vorrebbe fare il tradizionale giro selfie ma le forze dell'ordine gli fanno capire subito che non è il caso, e allora saluta e se ne va, mentre il pubblico si porta via tante risate e una serata di divertimento che mancava da tanto, troppo tempo.

Teresa Pierini