Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Slot: due generazioni a confronto tra amori, tradimenti, dipendenze, amicizia ed affetto

Visto per voi
Font

VITERBO - Scene di vita quotidiana sul palco di Ferento: ieri sera tante esperienze di ciascuno di noi sono state protagoniste di "Slot", lo spettacolo di Luca De Bei scritto su misura per Paola Quattrini, Paola Barale e Mauro Conte.

Pin It

Due generazioni, una famiglia allargata, due storie di donne che si intrecciano e fatalmente diventano complici quando uno dei problemi si replica e sovrappone. E ancora il gioco d'azzardo, la solitudine, l'amore infinito, quasi soffocante per un figlio, l'allegria sciocca di un uomo di mezza età che pensa di poter avere tutto. C'è tutto nello spettacolo, ci sono davvero tante piccole parti della vita di ciascuno di noi, chi più e chi meno.

Sul palco poi è la bravura degli attori ad aggiungere quello che può solo l'arte: l'emozione. Il primo culmine nell'infinito e meraviglioso dialogo iniziale tra mamma Alessandra e il figlio che oscilla tra l'ironia, le risate e quei colpi allo stomaco che Paola Quattrini invia direttamente al pubblico, commuovendosi impreovvisamente e scambiando registro scenico solo con la sua espressione.

Una cosa che ci si aspetta da un mostro sacro del teatro e che si ritrova anche in Mauro, filo conduttore tra le donne del padre, la prima, sua madre, e la seconda moglie, a suo volta madre del nuovo fratellino, anche lei tradita da un uomo di mezza età che, nonostante non sia mai sul palco, è come se fosse sempre presente. Al bravissimo Conte si aggiunge l'altrettanto brava Paola Barale, anni di carriera televisiva dove si è più personaggio che persona, ed ora impeccabile personaggio da interpretare sul palco. Da applausi e siamo solo alla terza replica di uno spettacolo recentissimo. Uno schiaffo ai pregiudizi di chi, senza sapere e peggio vedere spesso parla. La bella Greta è cucita sulla Barale, atletica, amante dello yoga, recita allenandosi per non perdere il ritmo. Poi si trasforma, per essere la regina della festa di Capodanno, dove inizia a diventare complice della "rivale", fino a diventare sua amica nel momento in cui lei ha più bisogno di supporto.

Si affrontano anche argomenti importanti, come la dipendenza dal gioco, una ludopatia che accompagna Alessandra per tutto lo spettacolo senza mai farla diventare patetica o stucchevole.

Un testo scritto davvero bene, che ha strappato applausi da tutti i presenti.

Al termine Paola Barale, gentile e disponibile, ha risposto a qualche nostra domanda, raccontandosi per i nostri lettori.

Come si è trovata sul palco con i suo colleghi?

"Stare sul palco con artisti del calibro di Paola Quattrini e Mauro Conte è davvero un privilegio. Con lei avevo già iniziato lo spettacolo 'Se dici una bugia dilla grossa' ma abbiamo fatto appena in tempo a presentarlo che il covid ci ha fermati. Per questo lo abbiamo accantonato per portare in giro uno spettacolo più snello, con meno scenografie, adattabile al momento, ma altrettanto affascinante".

Come è entrata in questo cast?

"Merito di Paola, di nuovo, perché Slot era stato scritto per due parti, madre e figlio, poi lei ha detto a Luca di essersi trovata bene e quindi è stata scritta la nuova parte, su misura per me, e voglio ringraziare tutti, anche la produzione per questa bellissima occasione".

Come si è avvicinta al teatro?

"Tutto nasce dal 2008, quando ho vissuto la stimolante esperienza di 'Dignità autonome di prostituzione', uno show all'avanguardia dove il pubblico è protagonista, una casa chiusa dell'arte dove il pubbico pagante diventa cliente del prostituto-attore, una sorta di prostituzione dello spettacolo. Un'esperienza che mi ha cambiata, anche come carattere, mi ha aperta al mondo, parlo di più e non ho nessun disagio. Oggi che ci muoviamo poco, avere questa occasione di lavoro è un"evasione splendida".

Da artista televisiva dovrà combattere con qualche pregiudizio...

"Tantissimi pregiudizi verso tutto, c'è chi tende a giudicare chi fa la TV, pensando che non dovrebbe fare altro. Ma se guardiamo indietro ci sono nomi come Mina o Raffaella Carrà che facevano tutto. Ovviamente la televisione è cambiata molto da allora, io sono pronta anche a rifarla ma deve essere bella e pulita, fuori dal gossip. Per questo vedo il mio futuro più in teatro che in TV anche se non nascondo che potrebbero esserci sorprese. Per ora godiamoci questo spettacolo, che appena liberi da impegni di ciascuno di noi torneremo a proporre".

Teresa Pierini