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I martiri Fidenzio e Terenzio uniscono i territori di Bassano in Teverina e Massa Martana

Manifest. Religiose
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BASSANO IN TEVERINA - Manca poco alla festa patronale in onore dei santi Fidenzio e Terenzio (programma; "Nomadi" in concerto per i festeggiamenti dei santi Fidenzio e Terenzio: tutto il cartellone) e nella cittadina si sono già gettate le basi per stringere il legame con il paese umbro di Massa Martana, da dove nel XVII secolo le reliquie dei martiri sono partite alla volta di Bassano in Teverina.

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In attesa che si firmi ufficialmente il patto di amicizia, la Chiesa di Santa Maria in Lumi ha ospitato un incontro con studiosi dei due territori, in una sorta di abbraccio nel rispetto del culto dei due santi, che da sempre li unisce.

Con la chiesa piena, segno del forte sentire religioso e di rispetto per i patroni, il professor Claudio Canonici ha accolto ospiti e protagonisti, partendo dal vescovo Salvi, che ha tracciato l'agiografia dei due martiri, partiti dalla Siria, salvati dal supplizio del fuoco e poi scappati prima della decapitazione, incontrarono la loro fine nel territorio di Massa Martana: "Su loro si legano due storiche cittadine dall'orgine romana e qui si studieranno le reliqiue affrontando il tema dello sviluppo del culto - ha precisato il vescovo -. La memoria che il culto dei santi sviluppa è un prezioso elemento identitario, in una società così confusa sui valori la testimonianza dei nostri santi protettori può diventare foriera di profezia per il nostro tempo".

Due figure così importanti che hanno propriziato i primi contatti, già anni fa, tra le due comunità ed oggi il sindaco Romoli conferma che il 28 sarà sottoscritto il patto d'amicizia con Massa Martana: "Questo è il modo per riappropriarci della nostra storia, che coinvolge l'intera cittadinanza - ha precisato il primo cittadino parlando poi anche da presidente della Provincia -. Il territorio della Tuscia è ricco di testimonianze e fede, il loro passaggio in questa terra ci lega alla tradizione di quello che fu il patrimonio di Pietro. Grazie al vescovo Salvi per essere qui con noi per la prima volta".

In rappresentanza del Comune umbro l'assessore alla cultura, Chiara Titani: "Stiamo per stringere un patto di amicizia e ci lega anche l'appartenenza ai borghi più belli d"Italia. Il nostro è un patrimonio religioso importantissimo, l'unico luogo umbro dove sono stata trovate catacombe, almeno al momento. Vi aspetto il 15 ottobre a Massa Martana per ricambiare il patto ed avviarci al gemellaggio".

Ultima testimonianza locale quella di Giuseppe Dionisi, priore della Confraternita Santi Fidenzio e Terenzio e del Santissimo Rosario di Bassano in Teverina, che non ha nascosto la difficoltà nel proseguire l'impegno, nonostante il coinvolgimento di padre Alfredo, perché manca quel ricambio generazionale fondamentale, specie nella processione delle statue dei santi: "Servirebbe anche l'iscrizione dei bambini, come avviene nei minifacchini di Santa Rosa, che speriamo di prendere ad esempio, e approfitto per ringraziare il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, che abbiamo contattato per sapere dove far confezionare i cuscini necessari a portare i baldacchini con le statue dei santi, che loro usano per le 'spallette', e non avendo il tempo necessario per realizzarli ci sono stati prestati per la festa che sta arrivando".

Arriva così il momento scientifico del convegno, preceduto dall'intervento di Claudio Canonici, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Civita Castellana, che dopo aver ringraziato organizzatori e presenti ha aggiunto: "La memoria è la forza fisica che sta dietro il mutamento, unisce e crea un'attrazione straordinaria. Qui ci sono due luoghi non vicinissimi geograficamente ma legati dalla memoria condivisa dei santi Terenzio e Fidenzio, con sguardo al futuro, come ha detto il vescovo, proiettati verso la profezia".

E' Francesco Campagnani, dell’archivio storico della diocesi di Orvieto e Todi, autore della tesi poi diventata libro “L’Abbazia dei SS. Fidenzio e Terenzio in Massa Martana e il culto dei due Santi Martiri nei secoli” ad avviare l'illustrazione dell'importantissimo luogo di culto, con altare di epoca romana e la cripta dove riposarono i resti dei due martiri, vissuti durante l'impero di Diocleziano e Massimiano Campagnani sottolinea l'importanza del luogo, lungo il corridoio bizantino e le tante chiese nate, tutte come monasteri benedettini, che attirò l'attenzione del vescovo Teodorico di Metz nella sua caccia alle reliquie. Una delle certezze sulla loro presenza nella cripta è data dalla lapide di sepoltura e da testi che indicano la stessa nella chiesa a loro intestata. Sempre da documenti si rintraccia la data di ricognizione dell'urna di marmo, del  23 settembre 1629, quando vengono trovate le ossa di ginocchio, testa e mandibola. Tutto viene sigillato per essere inviato il 27 settembre a Bassano su autorizzazione del cardinal  Boncompagni, destinazione Santa Maria della Quercia".

Un viaggio che si ferma in l'Umbria e riparte dal Lazio, come studiato e documentato da professor Alfredo di Napoli, parroco di Bassano in Teverina e autore del libro “Dalla ‘Domus Societatis S. Fidentii’ alla chiesa dei SS. Fidenzio e Terenzio. Evoluzione del culto dei Santi Patroni a Bassano in Teverina”. Don Alfredo riparte dal secolo precendente, riportando fatti riscontrati da documenti degli anni 1527 e 1558, e la traccia della fede per San Fidenzio (allora unico) ben prima dell'arrivo delle reliquie, come si può dedurre dai tanti cittadini che portano proprio il nome di Fidenzio. Nei documenti si rintracciamo molti richiami a rettori delle varie chiese e confraternite fino alla conferma, nel 1630, della presenza delle spoglie mortali dei due martiri nell'attuale chiesa della Quercia, che poi inserite in un'arca di marmo furono traslate in Santa Maria dei lumi e, quando il paese si estese fuori dal borgo, nella nuova chiesa, più grande. Il parroco ha concluso ricordando, oltre alle figure di Fidenzio e Terenzio con le preziose reliquie, anche i compatroni Prospero ed Amanzio".

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi