Entrambe dedicate al medioevo, si dividono tra la comune vita all'interno delle storiche mura cittadine e un matrimonio da festeggiare.
Si inizia da Rocca, che cambia location per la taverna ma presenta sempre la scena comune dell'oste pronto ad accogliere pellegrini, viandanti e avventori. Massima attenzione alle posate, a quanto viene messo a tavola, in gara gli gnuti (uno gnocco con ricotta e bietole), e la polenta di farina di castagne con primo sale, a corredo salumi e formaggi rigorosamente fatti in casa.
Tra le scene l'ingresso di un predicatore, che ricorda i doveri cristiani, e due ospiti ebrei, riconoscibili da un cerchio rosso, mentre le donne vestivano un velo giallo, inseriti nella rappresentazione in quanto citati negli statuti sorianesi dell'epoca, come responsabili dei prestiti, mentre si narra la tradizionale gara sportiva che si disputava tra 10 ebrei e 10 sorianesi.
Mentre il pubblico conquista le taverne, dove mangiano sempre prodotti tipici dell'epoca, per poi gustarsi la rappresentazione, la giuria si posta a San Giorgio, dove l'accoglienza è festosa.
Vengono cinti da corone di alloro e invitati a festeggiare le nozze di Lisetta, figlia del padrone, che va in sposa a Masetto de Masi, tutto poco prima della peste di metà del '300. Tra chiacchiere di paese, mangiafuoco, visita allo speziere e all'ospedale, arriva il momento del pasto: in gara ravioli fritti dolci, i pimpinelli, gustati con vino cotto speziato, e un pastello di capretto. A corredo confetti realizzati con spezie e frutta zuccherata e caramellata e altri dolci fritti, anche ripieni di mandorle.
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Teresa Pierini e Anselmo Cianchi