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VITERBO - La Macchina di Santa Rosa è un concentrato di emozioni, le minimacchine, merito dei giovanissimi facchini, lo sono ancora di più, ma quando un centinaio di ragazzi accetta di fare uno sforzo in più per ricordare le vittime del 14 agosto a Genova l'emozione tocca il cuore di tutti.

VITERBO - Ci perdoneranno al Sodalizio se per una sera proviamo a vedere "rosa": merito delle centinaia di bambine, ragazze e signore (c'era qualche maschietto ma in netta minoranza) che per tutta la salita verso la mossa hanno camminato a passo spedito, strette al braccio come il cordone dei Facchini, vestite di bianco e rosso, con bandana in testa e urlo d'ordinanza "Evviva Santa Rosa", incitate proprio da Sandro Rossi, alternando al coro che sta più a cuore ai viterbesi, quel nannanà nannanà nannanà, base ritmica de "La sera del Tre", inno del Sodalizio.

VITERBO - Gloria è arrivata a San Sisto: come sempre la delicata operazione di inserimento della base si è conclusa poco prima delle 10, e l'intera Macchina potrebbe essere pronta per le 14, in attesa della sistemazione della statua di Rosa, benedetta dal vescovo Fumagalli.

VITERBO – Anno Domini 1243: è diversa l'aria in questa domenica di luglio nella città dei papi, i guelfi sanno che Federico II sta tentando di conquistarla ed è il momento di agire, riunirsi, raccogliere le forze ed impedirlo. Arrivano i musici, dal quartiere Pilastro e quelli della Fenice di Bagnoregio, con i loro strumenti incitano all'azione: parte il corteo dei figuranti e dei due eserciti, attraversa i luoghi storici, lambisce i palazzi in peperino, passa sotto le dimore dei potenti.

VITERBO - La città è già entrata in piena atmosfera per Santa Rosa. Oltre alla festa per il transito, che si celebra a marzo, il secondo grande momento che fa respirare l'aria di festa sono le prove di portata, a cui i Facchini si sottopongono ogni anno per avere l'autorizzazione ad entrare in formazione, dando contemporaneamente l'occasione a tanti giovani di accedere al Sodalizio.