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(T)here: le criticità della Capitale (e province laziali) analizzate da Unindustria Giovani

Viterbo
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ROMA - "E’ necessario individuare soluzioni in tema di sostenibilità, accoglienza e vivibilità per contribuire a rilanciare l’immagine di Roma nel mondo": è con queste premesse, che oggi, presso il Tempio di Adriano, si è tenuta l’iniziativa, dal titolo esemplificativo “(T)here”: lavoriamo al futuro di Roma”, con la partecipazione di oltre 300 giovani imprenditori provenienti da tutta Italia che si sono interrogati sul futuro della Capitale.

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Il format dell’evento, organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria, è fortemente innovativo: video multimediali ed inserti teatrali alternati ai vari interventi in programma, accompagnato dalla sottile ironia dell’attore e doppiatore Antonio Giuliani, che attraverso la sua satira ha offerto spunti di riflessione sulle criticità di Roma, che cittadini e turisti si trovano quotidianamente a dover affrontare.

L'evento è stato aperto da Giulio Natalizia, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) di  Unindustria, seguito dall’intervento di Filippo Tortoriello Presidente di Unindustria, e di Alessio Rossi Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria.

Uno spazio significativo è stato dato alle testimonianze di due giovani imprenditori di Unindustria: Corrado Savoriti e Alessandra Sensi.

Di ampio respiro l'intervento di Alessandra Sensi (Terme dei Papi), che ha esplicato le difficoltà nel settore turistico viterbese e il rapporto con la Capitale, intervento che riportiamo integralmente: "Il Lazio, così come l’Italia, è un territorio ricco di storia, di cultura, di bellezze e risorse naturali spesso poco conosciute e apprezzate.
Il nostro paradosso? Roma è la Capitale d’Italia e ce l’abbiamo solo noi! Eppure non siamo in grado di valorizzare una così potente capacità attrattiva a beneficio di tutto il territorio. La carenza più grande nel Lazio? Le infrastrutture!

Sono Alessandra Sensi, ho 29 anni, e faccio parte della terza generazione di una famiglia di imprenditori che investe a Viterbo da oltre 50 anni, prima nel settore della grande distribuzione ed oggi nel turismo termale.
Viterbo è una città situata a soli 70 chilometri da qui ma è completamente isolata.Se per andare a Londra da Roma servono 2 ore, per andare Viterbo rischiamo di metterci anche di più! Vi assicuro che è impossibile raggiungerci se non con i propri mezzi!

Come operatori dell’accoglienza, ci siamo sentiti in dovere di sopperire a questa carenza, e abbiamo messo a disposizione un nostro Pullman Gran Turismo, da 52 posti, che tutti i giorni, festivi compresi, collega il Centro di Roma con le Terme dei Papi. Un collegamento privato con la Capitale in cui abbiamo dovuto investire per consentire l’arrivo dei romani e dei turisti da Roma nella nostra città. Vi lascio solo immaginare i costi e le difficoltà crescenti in cui ci siamo imbattuti, visti anche i sempre maggiori impedimenti per i bus turistici che vogliono avvicinarsi a Roma, ai quali il più delle volte viene impedito non solo l’accesso, ma anche la sosta, e che devono pagare per entrare in Città, pur offrendo un servizio di interesse pubblico sostenuto da investimenti privati.
Questa è una città in cui i privati che si impegnano a coprire una simile carenza, non sono messi nemmeno nelle condizioni di farlo.

Un servizio che ci siamo impegnati a garantire soprattutto nei giorni festivi, quando, paradossalmente, le corse di quelle poche linee pubbliche di collegamento vengono ridotte o addirittura soppresse. Ma d’altronde, si sa, che ridurre i servizi al turista nei giorni festivi è la prima regola dell’accoglienza.

Viterbo è solo una delle città del Lazio vicine ad un museo a cielo aperto come Roma e che soffre di una mancanza totale di collegamenti non solo con Roma, ma anche con due snodi importantissimi per i turisti come l’Aeroporto di Fiumicino o con il Porto di Civitavecchia, con un’enorme ricaduta negativa per il settore turistico. Una delle tante bellezze del Lazio, a cui non sappiamo dare valore. Una città un tempo sede Papale, ricca di storia, di percorsi culturali ed enogastronomici, ricca di risorse termali! Ma quanti di voi ne sono a conoscenza?

Il turista deve essere messo nelle condizioni di muoversi facilmente dentro Roma e verso la scoperta degli altri capoluoghi della Regione, perchè questo aiuterebbe da un lato a decongestionare questa Città e dall’altro riuscire ad allungare la permanenza media del turista su tutto il territorio, a vantaggio dell’intera economia regionale.

Parlando di turismo non si può non parlare di innovazione digitale.
La disponibilità di piattaforme digitali per offrire alloggi ai turisti, mascherandosi dietro l’etichetta della sharing economy, sta facendo crescere una concorrenza scorretta nel mercato dell’accoglienza e sta creando anche un problema più complesso per le città.

Queste strutture ricettive, più o meno improvvisate o dichiarate, eludono la tassazione imposta al settore e riescono a praticare prezzi concorrenziali.

Inoltre a Roma esistono interi municipi dove gli appartamenti che vengono offerti su queste piattaforme hanno un elevato costo degli affitti a lungo termine. Questo contribuisce a disincentivare, se non espellere, i residenti permanenti.

E’ un cambio radicale ma soprattutto non controllato della natura di alcuni luoghi, spesso culturalmente simbolici per le città.

Roma è la Capitale in Europa che ha il più alto tasso di disponibilità per questi appartamenti sulla piattaforma, cioè è la città dove questi abitazioni vengono messe a disposizione per il più lungo tempo possibile, praticamente tutto l’anno.

Che vuol dire che sono vissute dai turisti, ma che non sono più abitate dai residenti.

Noi giovani non vogliamo opporci all’innovazione, non è nel nostro DNA. Ma non possiamo permettere che un meccanismo che può essere così trasformativo per l’anima della nostra Capitale debba essere trattato con sufficienza.

Gli Ospiti delle normali strutture ricettive pagano l’imposta di soggiorno che dovrebbe essere destinata a finanziare interventi in materia di turismo, destinata a costruire e mantenere il decoro urbano, a finanziare e promuovere le attività del turismo congressuale a mantenere e permettere la fruizione e il recupero dei beni culturali e ambientali e dei relativi servizi pubblici locali.

Ma come possiamo pensare di finanziare tutte queste attività legate al turismo, se non siamo in grado di identificare chi e quanto sta riscuotendo per conto del Comune?

Guardiamo alle altre Capitale Europee: Parigi è notoriamente riconosciuta come la Capitale della moda e dell’eleganza (o per i più romantici come la Città dell’amore). Roma non può essere riconosciuta come la Città più sporca d’Italia, ad elevato tasso di disoccupazione, congestionata dal traffico e da un’inefficienza diffusa. Roma deve essere riconosciuta per la sua potente e definita identità: è la Città più bella del mondo, la Città con più siti Unesco al mondo, dove il turismo deve rappresentare un’opportunità e non una congestione!

Roma non può e non deve essere inaccogliente!

È difficile credere che un imprenditore investa le proprie energie ed il patrimonio in questo settore. O che magari investa il patrimonio della propria famiglia in un’attività di cui a volte non ne è nemmeno proprietario ma, nella migliore delle ipotesi, solo gestore o magari custode. Eppure in Italia questo succede! Esistono aziende dove diventa difficile distinguere tra impresa e famiglia, in cui si continua ad investire tutti i giorni e a creare occupazione, nonostante le concessioni per la propria attività tardino ad arrivare, impedendo lo sviluppo di progettualità anche a solo breve termine.

Esistono imprenditori che hanno creduto in un sogno, al punto da liquidare tutte le proprie attività e impegnarle nella realizzazione di una Città Termale, e hanno creduto così tanto in quel sogno da trasferirlo ai propri figli e ai propri nipoti, sperando che loro riuscissero a realizzare non solo quello ma anche tutti gli altri rimasti nel cassetto".

Il convegno è proseguito con le testimonianza di Lorenza Bonaccorsi, assessora al Turismo e alle Pari opportunità della Regione Lazio, Guendalina Salimei, Architetto e Prof. Sapienza Università di Roma. Il Comune di Roma è stato rappresentato dal vice presidente dell'Assemblea Capitolina e Presidente della commissione mobilità, onorevole Enrico Stefano.