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Rotelli: "Il completamento di Santa Maria in Gradi nasce da un'idea chiara, sul Pnrr non capiamo la visione"

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VITERBO - Otto milioni e mezzo di euro, la maggior parte finanziati dal Governo Meloni all'Unitus, il resto dalla Soprintendenza, che da decenni ormai (il primo stanziamento era in lire) segue i lavori della chiesa di Santa Maria in Gradi, destinata a diventare aula magna, mentre ora sarà un centro polifunzionale a disposizione dell'Ateneo e di tutta la città.

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Stamani le tre realtà coinvolte hanno raccontato progetto e timeline dei lavori alla stampa. Accolti dai padroni di casa, il rettore Stefano Ubertini, il prorettore Alvaro Marucci e il direttore generale Alessandra Moscatelli, Margherita Eichberg, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale, e l'on. Mauro Rotelli, Presidente della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della Camera dei Deputati. Presente anche il consigliere regionale Daniele Sabatini.

Un progetto cambiato quindi nel tempo, che in futuro, per voce del rettore Ubertini diventerà: "Una piazza, un posto che potrà ospitare esposizioni temporanee, all'occorenza diventare auditorium, teatro, uno spazio dedicato alla città, non solo per la comunità accademica che lo vivrà prima di tutti, a disposizione di studenti e docenti. Speriamo di riuscire a restaurare anche la torre". Appena fuori Porta Romana arriverà, tra circa tre anni, un luogo che a Viterbo manca da sempre, grande a sufficienza per ospitare eventi, grazie a circa due milioni e mezzo ad anno, per il triennio 2025/27, con l'inizio dei lavori già previsto entro quest'anno.

"All'inizio la chiesa era destinata ad aula magna, da sistemare con un finanzialmento del 1994 da 10 miliardi di lire - ha precisato la Soprintendente Eichberg -. Passando del tempo e grazie ai lavori degli architetti Stefania Cancellieri, che ha curato la copertura e i prospetti esterni, e Rosa Cipollone, che ha seguito l'apparato decorativo, oggi possiamo trovare strutture metalliche, al suo interno, a richiamare le navate di un tempo. Con il passare degli anni abbiamo ripreso in mano i lavori, puntando ora alla verifica della vulnerablità sismica, liberando la chiesa dai ponteggi. Nei prossimi mesi - conclude - si dovrà intervenire proprio nella parte del coro e, per il mese di giugno, completeremo anche le attività archeologiche, appaltando entro l'anno i lavori per il portico. A quel punto potremo consegnare all'Università tutta la documentazione dei lavori".

Dalla soprintendenza al Governo Meloni, che ha stanziato un finanziamento davvero importante che, per la prima volta nella storia della città e della sua università, permetterà di terminare i lavori, come sottoilneato da Rotelli: "Questi fondi vengono dalla finanziaria, dedicata ad una serie di incompiute da risolvere nella Tuscia. La città ha bisogno di tutto questo, per invertire la tendenza che fa scappare i giovani è necessario offrire servizi. Rispetto a fondi Pnrr di cui non capiamo la visione - chiude criticando palesemente l'amministrazione cittadina - qui abbiamo un'idea chiara. Ricordo la frizzantezza in commissione, con richieste provenienti da tutta Italia, questa è stata approvata per la concretezza del progetto". 

"L'obiettivo - aggiunge il rettore - sarà l'apertura alle visite del cantiere entro 2026, e possiamo organizzarlo solo grazie alla grande sinergia e spirito di collaborazione fin qui dimostrate".

Anche per Sabatini: "Si chiude una ferita di questa città e proviamo a superare lo schema delle incompiute, che rischiano di diventare un monumento di riconoscimento dei nostri luoghi".

Alvaro Marucci, faro per l'edilizia per tutta l'Unitus, racconta lavori e futuro: "Il recupero della chiesa era un sogno del rettore ai tempi dell'elezione e ci abbiamo lavorato tantissimo, con grande soddisfazione per l'esito positivo. Grazie alla sinergia tra gli enti presenti oggi è tutto chiaro. Nascerà uno spazio polifunzionale a disposizione della città, diviso in tre stralci, il primo dedicato alla stabilità, con completamento della copertura e degli infissi, il secondo su impiantistica, specie illuminazione ed acustica, dedicato all'utilizzo futuro, il terzo per il restauro, con cantieri specifici dedicati ai nostri studenti, che potranno realizzare tesi o studio, da innestare anche nei primi due stralci".

Un giorno importane anche per il direttore generale Moscatelli: "E' sempre stato il nostro obiettivo, anche quando sembrava irrealizzabile; pensando a tutto il complesso è bello che questo luogo, un tempo dedicato ai detenuti, oggi sia vissuto da studenti provenienti da ogni luogo e nazione. La basilica sara un'agora per tutti".

Teresa Pierini