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Gallinari ricorre al Tar per la Torre di Pasolini: verso inizio novembre la decisione sulla sospensiva

In Provincia
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SORIANO NEL CIMINO - Prosegue la battaglia di Gabriele Gallinari, che dopo aver presentato ricorso alla Corte di Appello contro la decisione del Commissario per la liquidazione degli usi civici di Lazio, Umbria e Toscana, mentre pende l’appello, ha dovuto ricorrere al Tar per richiedere la sospensione del provvedimento di esproprio della Regione Lazio.

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E' lo stesso Gallinari a precisare quanto sta avvenendo: "Con la sentenza di primo grado, il Commissario ha ordinato alla Regione di eseguire la reintegra di terreni e fabbricati. La Regione ha avviato il procedimento dandomi 30 giorni per lasciare la mia prima casa senza alcun indennizzo, anzi condannando me al pagamento di un indennizzo a favore dell’ente privato come se io avessi occupato per 5 anni la casa che ho comprato regolarmente, restaurato e manutenuto a spese mie e aperto al pubblico. Ieri scadevano i 30 giorni per il rilascio spontaneo dell’immobile, ma ho notificato ricorso al Tar per chiedere la sospensione del provvedimento della Regione Lazio in attesa della sentenza della Corte d’Appello, prevista per il 2028. Sono in attesa dell'udienza, che dovrebbe essere fissata verso l’inizio di novembre e deciderà sull'eventuale sospensiva".

Una situazione che vista dall'esterno può sembrare una lotta tra Davide e Golia, come aggiunge Gabriele: "Da un lato si va a togliere una prima casa ad un cittadino senza attendere una sentenza passata in giudicato, con il rischio di dovergliela in seguito restituire e di dover risarcire il danno della perdita della prima casa, dall'altro un ente privato che gestisce il bosco circostante, che non ha mai detenuto il possesso della Torre di Pasolini, da sempre privata e recintata, e che ha agito in giudizio per rivendicare la proprietà di terreni e fabbricati a titolo gratuito, dichiarando Pasolini abusivo, dopo 200 anni di silenzio, dopo aver taciuto in occasione dell’apposizione del Vincolo dei Beni Culturali, della messa in vendita del bene, dell’esercizio della prelazione, dell’interrogazione parlamentare in fase di compravendita.
Anni trascorsi senza che nessuno sentisse la necessità di rivendicare nulla, fino alla sentenza che dichiara la proprietà gravata da usi civici. In giudizio - aggiunge Gallinari - il Commissario ha incaricato il suo Tecnico di fiducia, il CTU, Prof. Sandro Notari che dopo 5 mesi di ricerche storico archivistiche ha prodotto una relazione di 87 pagine in cui esclude la presenza di usi civici, confermando la bontà della certificazione rilasciata dal Comune sulla base della documentazione regionale. Il giudice si è discostato totalmente dalle conclusioni del tecnico di fiducia senza motivarne il perché e ha dichiarato la proprietà gravata da uso civico, ordinando alla Regione Lazio di eseguire la reintegra in favore dell'ente privato senza risarcimento, nemmeno per le migliorie effettuate in assenza da tempo immemore di usi civici manifesti. Sostanzialmente un esproprio senza indennizzo di una prima casa, un esproprio incostituzionale”.

Diritto alla proprietà innanzitutto, ma non solo. Qualcosa che sconfina anche nella passione per un luogo, l'affetto messo in anni di restauro, come spiega ancora Gabriele, andando nell'intimo della sua anima: "Ho deciso di acquistare la torre di Pasolini per salvarla dal degrado, quando nessuno la voleva, per farlo ho venduto la mia prima di Roma. L’ho riaperta al pubblico stringendo una convenzione con il Comune di Soriano del Cimino e ho intensificato le attività culturali a titolo gratuito, reading, concerti, aperture straordinarie con Dimore storiche, Sovrintendenza, Ordine degli Architetti, scuole. E invece mi hanno rovinato la vita: non si parla solo di casa e soldi, si parla di un progetto, della mia vita, l’energia, l'amore che ho messo nel restauro, la cura per questo posto, le relazioni che ho tessuto, le amicizie che ho stretto, tutto questo è stato aggredito e mi sono sentito solo e totalmente abbandonato dalle istituzioni. E' un bene vincolato, ma sinora le istituzioni hanno considerato tutto questo una lite tra privati, evitando di intervenire. Sento un profondo senso di ingiustizia che non riesco a metabolizzare, qualcosa che mi ha tolto il sonno, ho rinunciato a produzioni lavorative, quello che era un rifiugio diventa un luogo che soffoca. Inoltre si penalizza un giovane che ha fatto una scelta controcorrente, non ho comprato una casa al mare da mettere al reddito, ho preso un luogo fragile, un impegno per la vita che richiede energie economiche e non solo, ricevendo in cambio, nella migliore delle ipotesi, quasi esclusivamente il riconoscimento da parte dei visitatori, i loro incoraggiamenti, specie in questo momento".

Non solo, la petizione lanciata online ha superato già 26mila firme, tra cui tantissimi personaggi dello spettacolo, un grande risultato che nonostante non abbia valore giuridico ha una grande forza morale, che può essere d'aiuto per Gabriele (per firmare cliccca qui: https://www.change.org/p/pasolini-abusivo-salviamo-la-sua-torre-salviamolatorredipasolini).  

Una forza improvvisa, preziosa in questo momento: “La gente fatica a credere che una cosa del genere possa accadere oggi in Italia. I visitatori stranieri restano di ghiaccio. L'uso civico, istituto giuridico medievale, è stato sostanzialmente abolito in tutta Europa. Quanto sta accadendo potrebbe costituire un grave deterrente per gli investitori stranieri che desiderano acquistare casa nelle nostre campagne: non avrebbero alcuna certezza del loro investimento. Sicuramente andrò avanti con tutte le mie forze, usando tutti gli strumenti e le sedi che la legge mi consente, per perseguire qualunque responsabilità, anche personale".

Teresa Pierini